Dalla pensione integrativa un rendimento extra molto interessante

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Che la pensione integrativa sia un must ormai dovreste saperlo. Su queste pagine lo avete letto più volte. Anche in questo articolo. Ma sapevate che il rendimento della pensione integrativa può essere realmente di valore? Dalla pensione integrativa un rendimento extra molto interessante nel tempo per chi le sottoscrive. Ormai è un dato di fatto misurabile. Ma quanto? Ve lo diciamo subito. Continuate a leggere.

Con i chiari di luna che ci sono, la volatilità resterà elevata in Borsa. I rendimenti dei titoli obbligazionari governativi, quelli considerati sicuri, sono a zero o negativi per 17 trilioni di dollari nel mondo. I titoli ad alto rendimento sono considerati troppo rischiosi, a volte. E con rendimenti che non sempre valgono il rischio. Rimangono le azioni, dove va il denaro quasi obbligatoriamente. Ma se si volesse qualcosa di diverso? Se ci si accontentasse di un rendimento tipo una buona obbligazione, e relativo rischio accettabile connesso?

E’ quanto promette l’investimento in una pensione integrativa. Che colmerà il gap con quella statale quando andrete in pensione. Differenza già al 30% da tempo, ed in continuo allargamento. Soprattutto con la riforma delle pensioni che verrà approvata tra non molto. Pensione integrativa da fare con i fondi dedicati espressamente ad essa, o tramite i PIP, cioè i Piani Individuali Pensionistici. Anche perché negli ultimi 5 anni i migliori fondi pensione dedicati hanno realizzato performance di tutto rispetto. Con guadagni medi del 25%. Replicabili anche nel futuro prossimo. A patto di tollerare un po’ di volatilità in più. E che la selezione dei titoli continui ad essere buona.

Dalla pensione integrativa un rendimento extra molto interessante

Realisticamente, lo dicono molti studi e calcoli riportati dalla stampa, chi entra nel mondo del lavoro oggi può sperare in poco nel futuro. Qualcuno si azzarda a dire che verrà percepito non più del 50% dell’ultimo stipendio, come pensione di vecchiaia. Urge porre rimedio, velocemente, e di persona. Ecco quindi che la previdenza integrativa aiuta, e non poco. Forse non colmerà tutto il gap, nel futuro, ma certamente una buona parte di esso. E poi i versamenti sono dilazionati nel tempo. Esattamente come in un Piano di Accumulo di Capitale per un fondo o un ETF. Cosa che consente di mediare i prezzi di acquisto. E quindi ridurre i rischi.

La pensione integrativa, inoltre, presenta anche vantaggi fiscali. Come abbiamo già evidenziato in altri articoli, si può arrivare fino al massimo previsto dalla legge. Cioè fino a 5.164,57 € a persona possono essere dedotti dalle tasse, nello specifico dell’IRPEF. E si può dedurre i contributi versati verso il fondo pensione anche per un familiare a carico a livello fiscale. Moglie o figlio che sia.

Come ultima cosa interessante, il fondo pensione consente di prelevarne una parte prima della pensione, come anticipazione. E’ quindi un’ottima riserva di liquidità, alternativa ad altre forme, come i conti deposito. Nello specifico, in qualsiasi momento può essere richiesto il 75% per le spese sanitarie proprie o di un membro della famiglia. Dopo otto anni si può richiedere il 75% di quanto versato per acquisto prima casa per se stessi o membri della famiglia. Pagando, però, una ritenuta d’imposta con aliquota al 23%. Infine, sempre dopo otto anni, si può richiedere il 30% della somma versata fino a quel momento. E senza dare alcuna motivazione.

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