Crisi di Governo: una settimana complicata

crisi di governo

Come logico, quando si apre una crisi di Governo la nostra borsa ha immediatamente ripreso il posto di peggiore indice europeo.

Ne facevamo volentieri a meno tanto più che gli investitori avevano mostrato un ottimo livello di sopportazione a una convivenza produttiva ma eccessivamente litigiosa.

Segno di grande e rinnovato interesse nei confronti del nostro paese e diciamolo ciò anche grazie anche alla rinnovata capacità di prendere delle posizioni forti a livello internazionale.

E invece siamo di nuovo in piena crisi di Governo quasi fossimo tornati ai tempi della prima Repubblica.

Ora, ben difficilmente i dati macroeconomici in arrivo potranno recare sollievo a una Borsa che è condannata dalle circostanze a dare il peggio di sé.

L’auspicio è che escano buone cose o che le banche centrali si smuovano velocemente per lasciare finire in seconda fila le nostre problematiche politiche.

Crisi di Governo: lunedì in preda agli speculatori

Lunedì saremo in presenza di una giornata senza quasi dati macroeconomici.

Gli speculatori avranno dunque campo libero e non è difficile immaginare, specie sul Ftse Mib, una nuova forte lettera che ha oltre l’80% di probabilità di realizzarsi con anche un minimo importante.

Settimana di Ferragosto eppure qualcosa si muoverà sui dati macro già da martedì.

Già martedì la situazione sarà diversa e registreremo una sequenza di dati rilevanti.

Dall’indice dell’ attività in Giappone passeremo ai prezzi in Germania e Spagna.

Per poi proseguire con un filotto di dati britannici tra cui spicca il dato sulla disoccupazione.

A seguire torneremo in Germania con uno Zew in grado di dare una scossa ai mercati se positivo e,nel caso, fare penare gli orsi eventualmente in azione sui listini.

Anche perché il medesimo dato verrà pubblicato per l’intera Unione Europea.

Occhio anche all’asta dei BTP che ci dirà con chiarezza di quanto è peggiorato il sentiment degli investitori verso l’Italia!

L’indice dei prezzi negli USA chiuderà una intensa giornata dove gli spunti per frenare una eventuale emorragia dei prezzi partita lunedì come abbiamo visto non mancano.

Cina in action alla vigilia di Ferragosto

Buon umore che potrebbe prendere slancio alla viglia di Ferragosto grazie al dato della produzione industriale cinese.

Fattore che se confermerà le attese o meglio le batterà darà nuovo vigore alle Borse già dalle chiusure asiatiche.

Stesso ragionamento per il PIL tedesco che aprirà la mattinata europea dei dati.

E idem in successione arriverà poi il PIL dell’UE

Ma attenzione potrebbe essere anche vero il contrario.

A dato negativo…apriti cielo, anche perché un eventuale intervento d’urgenza della BCE non avverrà quasi certamente per Ferragosto.

Ferragosto di lavoro

La nostra borsa non potrà poi combinare o subire ulteriori danni per Ferragosto visto che sarà una delle poche borse chiuse.

Ecco l’occasione per le altre per prendersi un giorno libero dai malumori di italica origine.

A Londra si concentreranno curiosi sulle vendite al dettaglio per capire quanto lo stallo sulla BREXIT stia facendo male…

Negli USA stesso dato ma certo con minore apprensione specie se ancora una volta i dati occupazionali si confermeranno sui livelli record degli ultimi tempi.

Hong Kong che aria tira?

Andremo a chiudere dunque la settimana di un  ferragosto tutt’altro che banale aprendo col dato sul PIL di Hong Kong.

Dato quanto mai significativo in questa fase di acute tensioni con la Cina e in grado di riverberarsi nel bene o nel male su diverse Borse della zona.

Il Michigan sentiment poi andrà nel pomeriggio a riassumere ancora una volta l’eventuale distanza tra la visione vista grigio scura dalla casa Bianca e l’ottimismo che serpeggia tra gli americani.

Per la goduria della FED…