Cosa rappresentano i Doni della Morte di Harry Potter

I Doni della Morte

I “Doni della Morte” vengono citati nell’ultimo libro della famosissima saga di J. K. Rowling, Harry Potter e i Doni della Morte.
Si tratta di una leggenda popolare nel mondo magico secondo cui 3 fratelli ricevono 3 doni, uno ciascuno, proprio dalla Morte.

La leggenda narra che i tre fratelli giunsero in prossimità di un fiume molto particolare. Quest’ultimo era troppo profondo da guadare e quasi impossibile da attraversare a nuoto per via della corrente molto forte. Chiunque tentò, in passato, di compiere l’impresa perdeva la vita. Per la prima volta, alla nera mietitrice andò male. Proprio per mezzo delle loro doti magiche, i tre fratelli riuscirono senza problemi a compiere l’impresa. In preda alla collera, la morte pianificò immediatamente un astuto stratagemma per mettere in atto la sua vendetta. Essa si presentò a loro usando modi gentili e offrendo la possibilità a ognuno dei fratelli di poter ricevere in regalo qualunque cosa desiderassero.

In ogni romanzo che si rispetti dietro ad ogni vicenda narrata si cela un preciso significato. Ma realmente cosa rappresentano i Doni della Morte di Harry Potter?

La bacchetta di Sambuco

È la bacchetta più potente al mondo, chiunque la possiede non conosce la parola sconfitta. Questo dono venne scelto dal fratello maggiore dei tre, quello “sulla carta” più saggio. La sua insaziabile sete di potere e di gloria lo portò, ben presto, a perire proprio per mano del dono tanto ambito. Vantandosi a destra e a manca della sua invincibilità, attirò le attenzioni di tutti coloro i quali erano smaniosi di sottrargli la bacchetta per essere “invincibili”.
La sera stessa, egli perse la vita per mano di un altro mago, in questo modo la Morte ottenne la prima rivincita sui fratelli.

La pietra della resurrezione

Il secondo fratello, estremamente superbo, chiese alla morte di poter evocare a sé i cari defunti.
La Morte si risentì moltissimo per la pretenziosa richiesta. Ciò nonostante, non mancò alla promessa fatta e gli consegnò la pietra della resurrezione.
Ma la visione che ebbe della ragazza che amava lo turbò a tal punto da compiere un gesto folle e si tolse la vita. In questo modo la Morte ottenne la sua seconda rivincita.

Il terzo dono: il mantello dell’invisibilità

Il terzo fratello, quello minore, invece formulò un quesito assai particolare alla Morte. Egli chiese un oggetto in grado di farlo allontanare il più possibile dalla morte. Questa richiesta impaurì la Morte, che però non poteva sottrarsi e anche il terzo dono venne elargito.
Proprio questo fratello, spinto da un animo nobile e gentile, prese la decisione migliore della sua esistenza. La sua indole riflessiva e il suo essere umile gli consentirono di sfidare la morte ad armi pari e prolungare di moltissimi anni la sua esistenza. La Morte non fu mai in grado di trovarlo e, solo quando egli si senti pronto ad abbondare la vita terrena, si presentò a lei spontaneamente.

Essere a conoscenza di questa leggenda ci permette di chiarire meglio cosa rappresentano i Doni della Morte di Harry Potter. In questo racconto si sottolineano gli aspetti positivi e negativi dell’animo umano.
In maniera lampante emerge l’enorme distanza che separa tra di loro i protagonisti. Condurre un’esistenza volta solo a soddisfare i propri interessi non è un modo degno di esistere. Preferire un atteggiamento sobrio e morigerato invece, permette di condurre una vita lunga e prosperosa.

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