Cosa fare quando impazzisce la tiroide?

stanchezza

Spesso in giro si sente parlare spesso della tiroide, purtuttavia ben pochi sanno a cosa serve tale ghiandola. Oggi andremo a spiegare cosa fare quando impazzisce la tiroide.

La tiroide è una ghiandola a forma a farfalla che si trova sulla regione anteriore del collo, piccola ma davvero portentosa nella sua espressione. Infatti sovrintende a numerosissime funzioni essenziali del nostro corpo controllando dal battito cardiaco al respiro, dalla temperatura corporea alla digestione

Tutte queste funzioni aumentano di velocità quando si alza il livello degli ormoni tiroidei, rallentano se diminuiscono. Così se la tiroide produce troppi o troppo pochi ormoni, iniziano i problemi.

Il distiroidismo cioè l’alterato funzionamento di questa ghiandola si manifesta attraverso un multiforme ventaglio sintomatologico. Ad esempio, come cambiamenti drastici e rapidi di peso, mancanza di energia, difficoltà di digestione, alterazioni dell’umore, giusto per citare i principali

Appare ovvio che tali sintomi risultino alquanto aspecifici, purtuttavia imparare a riconoscerli è utile per cercare e trovare aiuto in caso di bisogno. Di solito all’osservazione dei segni e dei sintomi andrebbero aggiunti gli esami del sangue, l’ecografia e più difficilmente la scintigrafia e la biopsia per poter arrivare ad una diagnosi e quindi sottoporsi alla terapia specifica

Di solito le cause del malfunzionamento della tiroide sono da ricercare nelle malattie autoimmuni. Sono disturbi caratterizzati dal fatto che il sistema immunitario attacca e distrugge per errore le cellule del proprio organismo. Un esempio è dato dal morbo di Flajani-Basedow-Graves è una malattia autoimmunitaria che può causare iperfunzionamento  della tiroide, mentre il morbo di Hashimoto spesso può renderla ipofunzionante.

Altre cause vanno dalla carenza di iodio nella dieta, all’eccesso dello stesso favorito da alcune terapie (tipo amiodarone, farmaco usato nelle aritmie), all’ipofunzionamento postchirurgico, al cancro

Cominciamo dunque a considerare le due categorie principali:

Ipertiroidismo

Questa condizione si verifica quando la tiroide è troppo attiva, cioè la produzione di ormoni risulta essere in eccesso rispetto al fabbisogno dell’organismo. È più comune nelle donne. Il morbo di Flajani-Basedow-Graves, un disturbo autoimmune, ne è la causa più frequente, seguono l’eccessivo consumo di iodio e l’assunzione di quantità eccessive di ormoni tiroidei.

I sintomi sono, come già accennato, piuttosto variabili ed aspecifici: sbalzi di umore, stanchezza, intolleranza al caldo, disturbi del sonno. Inoltre, tremori delle estremità, polso accelerato e irregolare, diarrea, perdita di peso, gozzo (ossia un aumento volumetrico della ghiandola), esoftalmo (globi oculari più pronunciati), perdita dei capelli, aumento della sudorazione.

Ipotiroidismo

In questo caso gli ormoni tiroidei sono insufficienti a coprire il fabbisogno dell’organismo. Anche in questo caso è più comune nelle donne, in soggetti con altri problemi tiroidei e dopo i 60 anni.

Il morbo di Hashimoto, un disturbo autoimmunitario, ne è la causa più frequente. Tra le altre cause, ci possono essere noduli tiroidei, tiroiditi, ipotiroidismo congenito, rimozione chirurgica di parte o di tutta la tiroide, radioterapia della tiroide e alcuni farmaci.

I sintomi come più volte accennato, variano da soggetto a soggetto. Possono includere: stanchezza, aumento di peso, faccia gonfia, intolleranza al freddo, dolore articolare e muscolare, stipsi, pelle secca, sudorazione ridotta, perdite mestruali abbondanti o irregolari e problemi di fertilità, depressione, riduzione della frequenza cardiaca.

Cosa fare quando impazzisce la tiroide?

Ebbene qualora i sintomi su accennati siano persistenti e tali da arrecare difficoltà alle normali attitudini quotidiane, è opportuno farsi consigliare dal medico di base. Questo sulla base dell’anamnesi, può porre il sospetto di patologia tiroidea e quindi prescrivere gli esami di laboratorio e l’esame ecografico. Quest’ultimo praticamente privo di rischi è il perfetto complemento all’esame obiettivo ed agli esami di laboratorio e permette una facile diagnosi.

Infatti attraverso un esame ecografico è possibile valutare la presenza o meno (sia per causa congenita che postchirurgica), le dimensioni ghiandolari (aumentate come il gozzo o diminuite come in alcune forme di tiroidite). La forma che può essere regolare o irregolare (come nelle tiroiditi) magari con la presenza di noduli (di solito di relativo significato clinico) e che possono essere espressione in casi, fortunatamente minori, di cancro tiroideo di cui parleremo prossimamente

Approfondimento a Cosa fare quando impazzisce la tiroide

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