Coronavirus: ecco svelate le differenze tra i vari test disponibili

coronavirus

Dopo diversi mesi di convivenza forzata con il coronavirus si è diffusa la consapevolezza che esistono diverse tipologie di esami per testare la presenza del virus nell’organismo.

Il tampone molecolare è sicuramente il test con il livello di sicurezza maggiore ma non è l’unico sul mercato.

Al test molecolare si sono affiancati il test sierologico e il tampone rapido.

Ma quali sono le differenze fra questi test? E come funzionano? Coronavirus: ecco svelate le differenze tra i vari test disponibili.

Gli esperti si sono impegnati a fornire varie spiegazioni sulle differenze che intercorrono tra i diversi tipi di test.

Coronavirus: ecco svelate le differenze tra i vari test disponibili

Tampone molecolare (PCR)

Il primo test di cui si tratta è il tampone molecolare.

Si tratta di un test fondamentale per verificare la presenza del virus nell’organismo.

L’esame si effettua attraverso un lungo bastoncino, simile a un cotton fioc, che viene inserito nelle narici e nella gola del paziente.

Le modalità per effettuarlo sono varie, alcuni operatori sanitari lo inseriscono in una sola narice, altri in entrambe e altri ancora anche nella gola.

La finalità dell’operazione è quella di raccogliere muco che può contenere il genoma del covid.

Dopo il prelievo, il tampone va inserito nella provetta contenente un liquido in grado di distruggere il virus mantenendo inalterato il genoma.

Questo genoma potrà poi essere amplificato durante l’analisi di laboratorio per verificare la presenza del virus.

Nel caso in cui non si verifichi l’amplificazione del genoma si sarà di fronte a un tampone dal risultato negativo.

In caso contrario il risultato sarà positivo.

Tempi di attesa per il risultato circa 24/48 ore.

Tra i pregi di questo test c’è l’estrema precisione nello scovare i soggetti positivi.

Il difetto si ricollega a questa estrema precisione, può succedere che pazienti con carica virale molto bassa e non contagiosi risultino positivi.

Test sierologico

Il secondo test frequentemente utilizzato è quello sierologico.

Per spiegare come funziona questo esame bisogna premettere che quando un paziente viene infettato dal covid il suo organismo reagisce producendo degli anticorpi.

Il test sierologico cerca nel sangue questi anticorpi.

Il risultato sarà positivo nel caso in cui si rilevino questi anticorpi, negativo in caso contrario.

Quale è il problema maggiore che si ricollega all’utilizzo di questo test?

Il sistema immunitario impiega circa una decina di giorni per produrre gli anticorpi.

Queste tempistiche implicano che un soggetto con covid, che effettua il test sierologico pochi giorni dopo essere stato infettato, risulterà negativo pur essendo contagioso.

L’importanza di questo tipo di test è legata principalmente allo screening a posteriori.

È infatti utile per capire quante persone sono venute a contatto con il virus in un determinato lasso di tempo.

Test rapidi

I test rapidi sono stati recentemente resi disponibili all’interno delle farmacie.

La procedura per effettuare il test è simile a quella del tampone molecolare.

La differenza sta poi nell’analisi dal momento che, mentre nel molecolare si cerca genoma nel test rapido vengono ricercate le proteine del virus.