Cosa ha spinto la Russia alla guerra? E quale controllo hanno le società su certe decisioni? Come impattano certe scelte sui singoli e sulle società?
Tutte domande, che parrebbero ricondurre a riflessioni sostanzialmente filosofiche, con scarso o nessun impatto sulla vita quotidiana di ognuno.
Eppure così non è.
Non solo per i cittadini di uno Stato coinvolto direttamente in eventi bellici.
Ma anche per chi non ne fa parte.
Pensiamo agli impatti economici sull’inflazione e sulla scarsità di determinati beni.
O all’impatto ambientale che potrebbe avere l’attacco ad una centrale atomica.
Viene quindi spontaneo domandarsi quale tipo di controllo possano avere i cittadini su decisioni così rilevanti.
Ed ecco che salgono alla ribalta certi temi, che non sono solo oggetto di astratte riflessioni filosofiche.
Controllo delle situazioni, psicopatologia e modelli politici. Dalla gestione delle scelte alle implicazioni collettive: quali prospettive?
Gli organismi statali che assumono le decisioni sono diversi e riflettono il differente tipo di sistema politico di cui fanno parte.
In un sistema democratico certe decisioni incontrano, intanto, un preciso limite in vincoli di tipo costituzionale.
Invece in un sistema autocratico o dittatoriale le decisioni sono prese prevalentemente da un vertice, con ampi poteri e scarsi controlli sul proprio operato.
Evidentemente la Russia appartiene a questo secondo tipo di sistema politico.
Eppure la stessa Russia dovrebbe ragionare su certe ipotesi.
Infatti, tra le teorie relative alle causa della guerra, alcuni sostengono che Putin potrebbe anche essere cambiato a seguito di una psicopatologia.
O spontanea, o indotta da cure per altra patologia.
Non è impossibile che questo possa succedere, anche solo considerando gli effetti che possono essere causati da certi farmaci.
Cosa succede, dunque, in tali casi, a proposito di controllo delle situazioni, psicopatologia e modelli politici?
La questione, come dicevamo all’inizio, riguarda il problema generale del controllo che possiamo avere sulle diverse situazioni.
Situazioni che, evidentemente, possono avere un rilevante impatto materiale, pratico, nella vita di ognuno.
E proprio la crisi in Ucraina dimostra che il problema del controllo delle decisioni in un sistema politico è qualcosa di tutt’altro che teorico.
Se quindi, fosse anche solo per una patologia di tipo psichiatrico, una decisione sfugge al controllo e resta confinata in scelte verticistiche, la prospettiva è quella che purtroppo vediamo concretizzata. E non può che essere confermata la seguente considerazione.
Assenza di controlli e di limitazioni delle decisioni dei vertici di un sistema politico, rischiano di avere pesanti ripercussioni per lo Stato che fa certe scelte, ma anche eventualmente, per altri Stati.
Ed ovviamente per i cittadini che ne fanno parte.