Nella misura in cui versiamo il nostro denaro in banca, lo stesso smette quasi di esser nostro. Ammesso che poi lo sia mai stato. È possibile trovare un proprietario del denaro? Forse questo è un interrogativo che rimarrà irrisolto, ma il dato di fatto è che ogni singolo movimento che operiamo sui nostri conti correnti viene tracciato. Da quest’anno si intensificano i controlli a tappeto su prelievi e versamenti.
Le azioni che ciascuno di noi compie sul proprio conto corrente potrebbero prestare il fianco a sospetti più o meno leciti da parte del Fisco. Col nobile fine di abbattere l’evasione fiscale e la mancata tracciabilità dei pagamenti, vengono lanciati i mastini delle ispezioni. Il Fisco ha ingaggiato una vera e propria lotta all’evasione e da oggi siamo tutti nel mirino. I controlli a tappeto su prelievi e versamenti saranno solo una parte del check fiscale.
Il rischio di un eccessivo prelievo di contanti
Quanto contante prelevate al mese e con quale frequenza? L’Unità di informazione finanziaria della banca d’Italia (UIF) ha dato il via alle procedure già dallo scorso settembre. I controlli sui prelievi vengono effettuati su base mensile e sono costanti sui conti correnti di ogni contribuente. Prelievi eccessivi non giustificati o regali a figli e nipoti di denaro in contante, non passano più inosservati all’Agenzia delle Entrate. Certamente, sappiamo che esiste limite mensile al prelievo posto dalla banca.
Di solito tale limite corrisponde a 10 mila euro. Coloro che eccedono tale limite diventano individui sospetti e degni di osservazione. La segnalazione viene effettuata direttamente dalla banca all’UIF che valuta un possibile avvio di procedure penali. Il soggetto interessato dovrà giustificare il prelievo di tali somme se non vuole incorrere in pesanti conseguenze legali. I controlli a tappeto su prelievi e versamenti non finiscono qui, ma si infittiscono in alcuni casi particolari.
I versamenti sono controllati tramite la dichiarazione dei redditi
Anche per i versamenti di contanti non si è esenti dagli esami di accertamento. Secondo i dati riportati dall’Uif, negli ultimi otto mesi del 2019 ben 178 miliardi di euro sono rientrati in operazioni sospette. I controlli non riguardano soltanto i prelievi e versamenti superiori ai 10 mila euro, ma anche le somme di minore importo. Lo scopo è quello di portare avanti azioni antiriciclaggio efficaci ed efficienti. Ad oggi l’Agenzia delle Entrate dispone di misure di controllo su tutti i conti correnti e ne fa un uso molto accurato. Qualora dovessero verificarsi delle discrepanze tra quanto riportato in dichiarazione dei redditi e gli importi versati, le omissioni saranno oggetto di accertamenti dettagliatissimi. I controlli a tappeto su prelievi e versamenti si stanno sempre più intensificando negli ultimi mesi e sarà bene che ciascuno muova le sue operazioni nel pieno rispetto della legge.