Il segreto professionale è uno dei principi fondamentali della professione forense, necessario ad assicurare l’istaurazione di un rapporto di fiducia tra avvocato e cliente. Esso trova previsione nell’articolo 28 del Codice deontologico in vigore. La violazione del segreto professionale può integrare anche un reato, che è quello disciplinato dall’art. 622 c.p., intitolato, appunto, rivelazione di segreto professionale. La condotta penalmente rilevante si concentra in capo a chiunque riveli, senza giusta causa, le informazioni apprese in ragione del proprio ufficio, professione, arte o mestiere. Inoltre, la pena prevista è quella della reclusione fino a 1 anno o della la multa da 30 a 510 euro. Alla stregua di detto obbligo, il professionista è tenuto a mantenere il segreto professionale sia durante lo svolgimento dell’incarico che dopo il suo espletamento. Comunque, vediamo più nel dettaglio quali sono le conseguenze in caso di violazione del segreto professionale da parte dell’avvocato.
Obblighi e sanzioni
Il segreto professionale ha ad oggetto tutte le informazioni che il cliente rivela all’avvocato, in ragione del suo mandato e del rapporto fiduciario che ne è alla base. Detto obbligo, come anticipato, non si esaurisce nemmeno dopo la cessazione dell’incarico. Oltre alle conseguenze su menzionate, inoltre, la violazione del discorrendo dovere può comportare l’applicazione di provvedimenti disciplinari e sanzioni da parte del Consiglio dell’Ordine di appartenenza. In tal caso, le conseguenze saranno proporzionate alla gravità della condotta e all’entità delle informazioni diffuse. In più, il segreto che grava in capo all’avvocato investito del mandato, si estende a tutti i suoi collaboratori. Si pensi a tirocinanti, dipendenti, consulenti e, in generale, a tutte le persone di cui si avvale nell’espletamento dell’incarico. In detto ultimo caso, se l’obbligo viene violato, egli risponderà anche del fatto di terzi, ai sensi dell’art. 1228 e 2049 del c.c.
Eccezioni al segreto professionale
Chiarite quali sono le conseguenze in caso di violazione del segreto professionale da parte dell’avvocato, vediamo quali sono le eccezioni. Alla stregua di esse, dunque, l’obbligo in discorso può essere derogato. Ciò accade in caso di:
1) svolgimento dell’attività di difesa;
2) per impedire la commissione di un reato particolarmente grave;
3) per allegare circostanze di fatto in una controversia tra avvocato e cliente/parte assistita;
4) in costanza di una procedura disciplinare. In ogni caso, anche in queste ipotesi, l’avvocato è tenuto a confessare solo quanto strettamente necessario, evitando di divulgare i segreti del cliente nella loro interezza.