Condono tombale, prelievo forzoso o patrimoniale alle porte per gli italiani?

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In questa sede la Redazione di ProiezionidiBorsa si chiede: condono tombale, prelievo forzoso o patrimoniale alle porte per gli italiani?

La valanga del debito pubblico

Per evitare di essere evasivi e quindi per non parlare del nulla, partiamo dai dati di fatto: i numeri. Ai primi di febbraio 2021, il debito pubblico dell’Italia oscilla sui 2.600 miliardi di euro circa. Il rapporto, tra debito pubblico e PIL, è aumentato dal 134,7% del 2019 al 158% del 2020, mentre dovrebbe scendere al 155,6% nell’anno in corso.

Passando invece al deficit, la sua misura è stata pari al 10,5% l’anno scorso e si stima dovrebbe scendere al 7,8% nel 2021 (fonte dei dati: Documento Programmatico di Bilancio).

Una risorsa grande quanto il PIL ma che …non si chiama PIL

Dall’altro lato, abbiamo una grande, immensa risorsa che tuttavia non è di proprietà pubblica, ma è invece nelle mani dei privati. Stiamo parlando della liquidità giacente sui conti correnti, pari a circa 1.700 miliardi di euro (dati ABI). Per avere idea di quanto siano, si tratta in sostanza di una montagna di risparmi uguale all’intero PIL dell’Italia del 2020.

Fino a ieri, il legislatore di turno ha sempre giurato che non li avrebbe toccati. E fatto finta di non sapere di questa sterminata ricchezza nelle disponibilità dei suoi cittadini.

Tutto questo è avvenuto sempre per un motivo molto semplice. Mettere le mani nei risparmi degli italiani equivale, a spanne, a inimicarsi l’elettorato. Ecco perché, da anni, si va avanti a suon di debito. Concedendoci una licenza, si è trattato per anni di una sorta di “Next Generation Debt”, ossia debiti fatti nel presente, ai danni delle prossime generazioni.

Dunque, condono tombale, prelievo forzoso o patrimoniale alle porte per gli italiani?

Il nostro quesito parte dalla ovvia constatazione che occorre mettere un freno alla deriva dei conti pubblici. Qualcuno prima o poi dovrà farlo, o con le buone o con le cattive. L’Esecutivo appena dimessosi ha dato vita alla stagione dei Bonus che tuttavia non hanno portato tanto “Bonus” al paese. Il PIL è annaspato e l’Italia è ancora la Cenerentola dell’Eurozona.

A giorni avremo molto probabilmente un nuovo Governo: come gestirà le casse pubbliche? Il Professor Draghi certamente porrà al primo posto la questione della emergenza sanitaria, della campagna vaccinale e della crescita, dell’occupazione e dello sviluppo.

Condono tombale, prelievo forzoso o patrimoniale alle porte per gli italiani?

10 anni fa, all’indomani dell’insediamento del Professor Monti, fu introdotta la mini patrimoniale dell’imposta di bollo su una platea di strumenti finanziari. I nostri c/c, i Buoni postali, gli ETF, etc, ne sono colpiti. Abbiamo già trattato molto bene l’argomento nell’articolo di cui qui il link.

Anche sulle seconde case c’è l’IMU che tartassa milioni di italiani. Schiere di italiani, infatti da decenni hanno tirato su la loro seconda casa. Non sempre e non necessariamente messa a reddito (si pensi alle case vacanza personali).

Ora, il nuovo Governo proverà a fare cassa ricalcando le orme dei Governi precedenti (di sinistra, di centro e di destra)? Ossia giurerà di fare cassa mediante la lotta all’evasione fiscale o di far pagare le cartelle esattoriali ancora in sospeso?

Queste due strade sembrano alquanto segnate: la lotta all’evasione da decenni genera facili promesse ma irrisori dati di fatto. Lotterie e cashback possono limare di qualche virgola, ma non saranno la svolta (anzi, intanto costano di sicuro allo Stato). Idem per le cartelle esattoriali di lunghissimo periodo: molti di questi debitori sono da anni, nei fatti, semplicemente inadempienti. Per cui si tratta più di crediti su carta che non realmente riscuotibili.

Cosa succederà nelle prossime settimane?

Spuntante le strade sterili, ne restano poi altre due, da percorre separatamente e/o in alternativa. Vale a dire: imboccare il sentiero della crescita vera e seria (che non fa rima con bonus o redditi vari), oppure fare cassa-extra una tantum nelle forme già note. Del resto la Presidente della BCE, Christine Lagarde, una manciata di ore fa ha detto che la strada della cancellazione del debito è, semplicemente, impensabile. Più chiaro di così…

Dunque, il popolo italiano si affida per intero alla forza morale e di sostanza del prossimo Governo. Non spetta a noi segnare l’agenda, oltretutto non ne avremmo le competenze. Ma questo non vuol dire che abbiamo perso la speranza. Altri Stati membri UE a noi limitrofi riescono a coniugare crescita da fare invidia e conti pubblici in ordine. Peraltro, senza ricorsi ai prelievi forzosi sui c/c o a patrimoniali di sorta, mascherate e non. Ora, se a loro è concesso (e riesce alla grande) perché noi italiani ci si dovrebbe accontentare di arrancare?

Seguiremo i lavori parlamentari da vicino e come sempre terremo informati i nostri Lettori. Ad oggi, resta solo un quesito: condono tombale, prelievo forzoso o patrimoniale alle porte per gli italiani?