Con il cohousing per gli anziani è finita l’era delle case di riposo

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Visitare una casa di riposo è un’esperienza toccante. Apre gli occhi sulla condizione della vecchiaia e della solitudine.

Purtroppo queste strutture sono nate con lo scopo di dare cure specializzate agli anziani la cui vecchiaia è particolarmente difficile. In situazioni dove la famiglia si trova impossibilitata a occuparsi di nonno o nonna, a causa del lavoro frenetico, di appuntamenti, scarso tempo a disposizione.

Pare che il mondo di oggi non abbia più spazio per gli anziani, che un tempo erano considerati una risorsa per la loro saggezza.

Occuparsi di una persona anziana, tranne per i più fortunati che godono di una vecchiaia in salute, richiede un impegno importante anche sul piano psicologico. Se ai tempi delle famiglie allargate, si contava sulla collaborazione o sul fato che le donne non andassero a lavoro, oggi la questione è mutata.

Gli anziani aumentano e la società cambia. In più, scegliere e pagare una casa di riposo, piuttosto che una struttura ospedaliera ad hoc non è una spesa indifferente. Inoltre non si è mai sicuri del trattamento che i nostri cari avranno una volta inseriti nelle strutture.

Da qualche anno si è palesata una soluzione leggermente diversa per chi ha bisogno di aiuto con i propri anziani: la comunità e i villaggi.

Con il cohousing per gli anziani è finita l’era delle case di riposo

Il cohousing è un modello nato in Danimarca e ormai diffusosi in altre parti del mondo. È l’alternativa secondo la quale nella stessa abitazione vanno a risiedere più inquilini.  L’abitazione può essere di proprietà oppure scelta appositamente.

Un esempio è la creazione di villaggi privati, dove gli anziani possono andare a vivere in comunità, condividendo spazi comuni.

La scelta di condividere la propria casa con studenti, coetanei, in cambio della divisione delle spese potrebbe ovviare alla solitudine della vecchiaia.

Nel caso in cui siano necessarie cure specifiche, è chiaro che la situazione diventa più complessa. Sarebbe necessario creare strutture comuni, con personale specializzato per chi ne avesse bisogno.

Con il cohousing per gli anziani è finita l’era delle case di riposo, ma nasce l’opportunità di un ambiente sicuro e stimolante. Gli anziani possono ancora essere coinvolti attivamente nella comunità e avere qualcuno che si prenda cura di loro.

Il risparmio è un altro punto a favore di queste realtà: infatti la condivisione di spazi e spese, senza dover pagare un istituto, rende più facile ed economica la gestione dei servizi e l’assistenza.

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