Gli imballaggi di plastica sono una piaga per l’ambiente e per il portafogli. Però è vero che tenere alimenti sfusi in frigo non è l’ideale. Per questo, uno dei prodotti più utilizzati in cucina è la pellicola trasparente. Ottima per conservare avanzi di cibo, frutta e verdura sfuse e avviate. Per ricoprire piatti cucinati in attesa di essere mangiati. Tuttavia, non è così ottima per quanto riguarda il suo impatto ambientale e quello sulle nostre finanze. Ancora peggio, la pellicola trasparente è rischiosa per la salute. Il PVC di cui è composta ha numerosi additivi pericolosi e persino sostanze cancerogene. In più, in fase di produzione, rilascia nell’ambiente inquinanti clororganici.
Per risparmiare e guadagnare in salute e tutela ambientale, vi offriamo delle alternative per sostituire la pellicola trasparente.
Come sostituire la pellicola trasparente: stoffa e cera d’api
Vediamo quindi come sostituire la pellicola trasparente con alternative eco-friendly. Basta un pezzo di stoffa qualsiasi, preferibilmente cotone per una resa migliore, cospargetelo di cera d’api liquida e lasciate asciugare. La cera d’api si trova facilmente in erboristeria o online. Un pacco da 500gr vi basterà a lungo.
Una volta asciutto, il vostro pezzo di stoffa si trasformerà in una comoda alternativa fatta in casa ed eco-friendly per sostituire la pellicola trasparente. Si attacca al cibo grazie al solo calore delle mani, è lavabile e riutilizzabile per circa un anno. Una volta terminato il suo ciclo vitale, può essere smaltita nel secchio dell’organico o nel compost.
Se vi ricorda la carta cerata con cui le vostre nonne avvolgevano il formaggio, avete colto il punto. Grazie a questo metodo, potrete riscoprire le tradizioni perse, ridurre l’uso di plastica e la mole di spazzatura. Ridurrete anche il costo della spesa, perché non dovrete più acquistare tonnellate di pellicola trasparente. Riutilizzerete tutte quelle orribili magliette danneggiate dall’usura e dal tempo. Incentiverete persino il mercato dell’apicoltura, permettendo ad un settore a rischio di sopravvivere.