L’Ayurveda è una medicina originata in India le cui testimonianze risalgono almeno al VI secolo a.C. Disciplina antichissima, l’Ayurveda si concentra sulla cura del corpo umano attraverso molteplici tipi di trattamento. Tra questi spiccano pastiglie di erbe, infusi, massaggi ed esercizio fisico. Va ricordato, però, che l’Ayurveda non è riconosciuta dalla comunità scientifica e la sua efficacia è ancora in discussione.
Alla base dell’Ayurveda spicca la suddivisione delle persone in tre dosha, cioè profili o tipi fisici e mentali. È solo sapendo qual è il proprio dosha che la persona può procedere con le cure migliori. Ecco, allora, come come scoprire il proprio profilo o dosha secondo l’Ayurveda per stare meglio dentro e fuori.
Come funzionano i dosha
I dosha sono tre e l’obiettivo dell’uomo è quello di trovare un equilibrio tra essi. Ciò è molto difficile e quindi quasi tutti hanno uno sbilanciamento verso uno dei tre dosha. È su questo che bisogna lavorare per curare i sintomi provocati dall’eccesso delle caratteristiche del dosha.
Ogni dosha è caratterizzato da due elementi principali tra acqua, fuoco, aria, etere e terra. I dosha si manifestano nelle persone in molti modi. Sono individuabili, infatti, analizzando il temperamento della persona e le sue caratteristiche fisiche. Non solo, anche la tendenza verso alcune malattie e disturbi indica un determinato dosha.
Come scoprire il proprio dosha
Come scoprire il proprio profilo o dosha secondo l’Ayurveda per stare meglio dentro e fuori non è sempre facile. Online sono disponibili molti test, ma questi non sono sempre accurati.
La cosa migliore è affidarsi a un professionista esperto in Ayurveda che, analizzando le nostre caratteristiche, può dare un responso più preciso. Al riguardo, però, è necessario conoscere i principi di base di questi tre dosha. Eccoli:
a) “vata” è composto dall’unione di etere e aria. I soggetti “vata” sono creativi, nervosi, sempre in movimento e incostanti. Sono solitamente molto magri. Tendono a soffrire di ansia e di pelle e capelli secchi;
b) “pitta” è dato dall’unione di fuoco e acqua. I “pitta” sono focosi, passionali e ambiziosi. Hanno una corporatura media. Possono soffrire di mal di stomaco e problemi digestivi;
c) “kapha” nasce dall’unione di acqua e terra. I soggetti “kapha” sono calmi, materni e abitudinari. Sono spesso in sovrappeso o hanno corporature più pesanti. I “kapha” rischiano di soffrire di stati depressivi e di pelle e capelli grassi.