Come sconfiggere l’ansia con un trucco scientifico infallibile.
In questa mini guida, il nostro team di giornalisti si sofferma su una delle piaghe in crescita della nostra società: l’ansia.
Chi non ne ha sofferto almeno una volta? I dati parlano chiaro, secondo l’Istituto Nazionale della salute mentale, ansia, panico e disturbi correlati colpiscono circa 19 milioni di persone in Europa. Con l’avvento della pandemia, causata dalla diffusione del coronavirus i disturbi legati all’ansia sono nettamente aumentati.
Per gli esperti l’attacco di panico si sviluppa solitamente in età adulta, ma può colpire anche in giovane età. Le donne hanno il doppio delle probabilità rispetto agli uomini, di essere colpite dal disturbo. Per combattere lo stress da prestazione esistono tante tecniche, come il controllo della respirazione ad esempio.
Attenzione a non reprimere le emozioni
Attenzione, poi a reprimere le emozioni. Uno studio condotto presso la University of Illinois, infatti, ha dimostrato che, nascondere le proprie emozioni in situazioni problematiche, può comportare la crescita d’ansia.
Lo studio è stato condotto su 179 persone, alle quali sono stati fatti compilare dei test. Tali quesiti si basavano sulla gestione delle loro emozioni e il livello d’ansia di fronte a determinati problemi. Dal test psicologico, i ricercatori hanno capito che le persone che applicavano la “rivalutazione cognitiva” erano anche in grado di ridurre i problemi legati all’ansia. Al contrario, chi reprimeva i propri sentimenti e cercava una via di fuga dai problemi vedeva aumentare il livello dell’ansia.
Come sconfiggere l’ansia con un trucco scientifico infallibile. Rivalutazione cognitiva
La rivalutazione cognitiva è sostanzialmente un metodo di prospettiva diversa delle situazioni potenzialmente negative. In parole povere, consiste nell’analizzare una situazione cercando di riconsiderare il problema in una prospettiva diversa.
Come si applica questo principio?
La prima cosa da tenere in mente è che le emozioni non sono nostre nemici, per cui sopprimerle è inutile. Secondo gli esperti psicologi bisogna, invece, viverle liberamente dando loro anche un nome.
Esistono poi, una serie di domande che vanno fatte a noi stessi, come ad esempio “Il problema che mi sono posto è il vero problema?”, un quesito apparentemente banale ma che ci riporta immediatamente a ridimensionare l’ostacolo. Ed ancora “Quali risorse ho a disposizione per risolvere il problema?” Infine, la domanda più importante “Se fossi qualcun’altro come risolverei il problema? Spesso mettervi al posto di un’altra persona, che ha un modo di affrontare la vita completamente diverso dal vostro, vi permetterà di vedere la situazione in un’altra prospettiva.
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