Come risparmiare sulla spesa dell’olio da cucina senza rinunciare alla qualità

olio da cucina

Una guida su come risparmiare sulla spesa dell’olio da cucina senza rinunciare alla qualità

Lo chiamano l’ “orio liquido” ed in effetti se si tiene alla qualità, un’ampolla di qualità può aggirarsi tra la decina e addirittura la quarantina di euro. Molteplici sono infatti le variabili che portano alla lievitazione dei prezzi per questo alimento indispensabile nella cucina mediterranea. Tra queste vi rientrano, senza dubbio, la posizione degli uliveti, i costi di trasporto, ma anche la molitura, lo stoccaggio e la modalità di conservazione del prodotto. Un insieme di fattori che vengono a gravare irrimediabilmente sul portafogli dei consumatori finali. Vediamo quindi di comprendere come risparmiare sulla spesa dell’olio da cucina, senza rinunciare alla qualità.

L’importanza del sistema di conservazione

Come poc’anzi accennato, la fase di conservazione riveste un ruolo cruciale. Sarebbe infatti piuttosto insensato spendere “abbastanza” per un olio di qualità e poi fare passi falsi che ne alterino le caratteristiche organolettiche. Un’eventualità poi non così assurda. Quello che in genere raccomandano gli addetti del settore è di limitare al massimo l’esposizione dell’olio alla luce. Sarebbe infatti proprio la luce la principale causa di ossidazione e quindi dell’irrancidimento dell’olio.

E una volta irrancidito, addio sogni di gloria sulla qualità dell’olio acquistato. Bisognerà buttare via tutto, senza troppi scrupoli. Ecco spiegato il motivo del proliferare di bottiglie di vetro scuro per l’olio. Una schermatura sicuramente, di gran lunga migliore, rispetto alle omologhe confezioni di vetro trasparente. Resta comunque il problema legato ad ogni successiva riapertura del contenitore dell’olio.

L’ossigeno e le reazioni ossidative 

Entrando più nel dettaglio, ogni volta che si torna ad aprire la bottiglia, si rinnova la quantità di ossigeno interna alla confezione. E questo va di pari passo con le reazioni ossidative. Un processo sicuramente peggiorato non solo dalla luce solare, ma anche da quella al neon che illumina spesso le corsie dei supermercati. La luce, a detta degli operatori del comparto, ecciterebbe le molecole di ossigeno. Se poi a casa si avesse pure l’abitudine di lasciare la bottiglia a centro tavola, sotto al lampadario, si arriverebbe all’apoteosi, in senso negativo.

Come risparmiare sulla spesa dell’olio da cucina senza rinunciare alla qualità

Tirando le somme, vediamo ora di capire cosa può fare un consumatore attento alla qualità dell’olio, ma anche alle proprie tasche. Il primo consiglio è appunto prediligere confezioni di vetro scure, ma anche le latte di olio, a condizione però che siano realizzate in un unico metallo e senza troppe saldature.

Sembra infatti che la saldatura sia la parte più delicata del packaging, in quanto di per sé idonea a promuovere la corrosione, liberando ferro. Quindi meglio prediligere latte di olio senza tante saldature. Altro consiglio sarebbe anche quello di scegliere confezioni di olio di formato adeguato alle esigenze della famiglia. Quindi se si è single, avrebbe poco senso fare scorte di maxi latte di olio, seppure in promozione. Visto che poi, per via della progressiva ossidazione, si sarà costretti, ad un certo punto, a buttarne una buona parte.

E per finire: scegliere anche una collocazione per la confezione d’olio che lo metta più al riparo possibile dalla luce. Quindi se si ha una dispensa o una cantinetta a portata di mano, l’oro liquido sarà grato. E se è contento e in buona salute “lui”, anche le nostre tasche non potranno che tirare un respiro di sollievo.