Come non rischiare quando si prestano dei soldi?
La legge in Italia non vieta a un privato di prestare soldi a un altro privato.
Per cui prestare dei soldi è un’operazione del tutto lecita.
I prestiti tra parenti e amici costituiscono da sempre una valida alternativa ai prestiti bancari.
Soprattutto oggi, con le difficoltà e le incertezze economiche causate dal Coronavirus chi ha bisogno di liquidità ha paura di indebitarsi con le banche.
Pertanto, chiedere dei soldi in prestito ad un amico o un parente può essere la soluzione adatta.
Tuttavia, quando si decide di aiutare qualcuno parente o amico che sia prestandogli sei soldi è sempre bene tutelarsi.
Cerchiamo, dunque, di capire come non rischiare quando si prestano dei soldi.
Tutelarsi da cosa? Tutelarsi sia dall’Agenzia delle Entrate che potrebbe avviare degli accertamenti, sia da amici o parenti che potrebbero non restituire più i soldi ricevuti.
Prestiti a titolo oneroso e prestiti a titolo gratuito
Di regola, quando si prestano dei soldi a parenti o amici questi prestiti sono a titolo gratuito ossia infruttiferi. Questo vuol dire che chi riceve in prestito i soldi non paga interessi.
Quando, invece, i prestiti sono a titolo oneroso questi presuppongono un corrispettivo a fronte dell’impegno economico di chi presta i soldi.
Chi presta i soldi aspira infatti ad ottenere un guadagno.
Il prestito infruttifero rispetto al prestito oneroso non deve comunque trarre in inganno chi presta i soldi.
Anche quando il prestito è a titolo gratuito, è importante dunque seguire le stesse regole dei prestiti a titolo oneroso per non inciampare in qualche spiacevole sorpresa.
Il prestito che si basa solo sulla semplice stretta di mano tra i contraenti è piuttosto rischiosa.
Diventa sempre molto difficile dimostrare il passaggio di denaro e l’impegno a restituirlo.
Il prestito che invece si basa su un documento scritto è molto più tutelante.
Il contratto di mutuo
Se si prestano dei soldi il primo modo per tutelarsi è stipulare un contratto di mutuo. E’ molto semplice stipularne uno, l’ importante è che vi sia sempre indicato:
-le generalità delle parti
-l’importo della cifra prestata
-il metodo di pagamento
-la data della restituzione dei soldi
Se nel contratto di mutuo non viene indicata alcuna data di scadenza, il mutuante ossia colui che presta i soldi, potrà richiederne la restituzione in qualsiasi momento.
Se nel contratto non viene indicato alcun interesse, il contratto si considera in automatico a titolo oneroso.
Pertanto, il mutuatario dovrà pagare gli interessi.
I vantaggi del contratto scritto
E’ importante quindi firmare un contratto scritto sia per il mutuatario (colui che riceve il prestito) che per il mutuante (colui che eroga il prestito).
Il mutuatario qualora il mutuante non dovesse restituire i soldi del prestito potrà ottenere facilmente un decreto ingiuntivo senza ricorrere ad un giudizio ordinario i cui tempi si sa sono piuttosto lunghi.
Il mutuante ha, invece, può specificare nel contratto scritto la gratuità del prestito evitando di pagare gli interessi.
Oltre al vantaggio di ottenere un prestito c’è anche un risparmio in termini di interessi.
Come non rischiare quando si prestano dei soldi con “il bonifico bancario”
Qualora i rapporti siano troppo stretti e non ci si sente di far sottoscrivere un contratto al parente o all’amico a fronte del prestito è bene almeno trasferire i soldi utilizzando un pagamento tracciabile.
E’ possibile trasferire i soldi con un assegno non trasferibile o con un bonifico bancario.
E’ bene ricordare che quando il prestito è superiore ai 3mila euro è necessario utilizzare sempre il sistema di pagamento tracciabile.
Nella causale occorre indicare prestito fruttifero se è oneroso oppure infruttifero se è a titolo gratuito.
Come non rischiare quando si prestano dei soldi con “la cambiale”
Un altro sistema per tutelarsi quando si prestano dei soldi è di farsi rilasciare una cambiale con la stessa data di scadenza del mutuo.
La cambiale rappresenta una garanzia qualora chi ha ricevuto i soldi in prestito non li restituisce.
Infatti, è un titolo esecutivo grazie al quale il creditore può avviare un pignoramento senza alcuna causa né decreto ingiuntivo.
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