Come investire oggi per guadagnare soldi domani?

Come investire sui mercati azionari

Come investire oggi per guadagnare soldi domani? La domanda onestamente potrebbe sembrare stucchevole o irriverente davanti al dramma straziante cha sta vivendo una nazione intera. Meglio, il mondo intero: nessuno è immune dal coronavirus, forse neanche gli eremiti per vocazione. A tratti sembra sia un virus abbia più gambe di un millepiedi, specie a stare alla conta dei contagiati. “Fortuna” siamo tutti in quarantena, relegati ai nostri “arresti domiciliari”. Incredibile. Tuttavia il buon padre di famiglia conosce bene l’alternarsi delle stagioni e che ognuna di esse porta sempre pro e contro. Sempre. L’inverno porta il freddo e la neve. Ma offre al terreno la possibilità di riposare, di ‘sgonfiarsi’ dagli eccessi della stagione appena chiusa. Il contadino lo sa bene e ne approfitta per organizzare la semina per la stagione a venire. Vediamo come imitarlo coi nostri investimenti.

Chi l’ha detto che l’inverno è una “stagione cattiva”?

Come investire oggi per guadagnare soldi domani? La recessione da coronavirus in larga parte la si può paragonare all’inverno. Fare meno trenta (percento) in meno di trenta giorni …non capita appunto tutti i giorni. Ragionando in ottica pluriennale si può allora approfittare delle attuali quotazioni da saldo che si trovano sui listini per intascarsi qualche seme (azione). Da proteggere e coltivare con cura fino all’arrivo della stagione dei raccolti (anni, nel nostro caso). Una strada percorribile è la strategia che va sotto il nome di “Dollar-Cost Averaging” strategy , peraltro già analizzata in precedenza.  Quindi non la ripetiamo ma cerchiamo solo di aggiungere qualche chicca.

Tipo la calda raccomandazione di perseguire una strategia di diversificazione, sotto almeno due punti di vista:

1) geografico,

2) settoriale.

Le diversificazioni da perseguire

Come investire oggi per guadagnare soldi domani?

Una semplice diversificazione geografica potrebbe rispettare i seguenti pesi:

50% mercati USA,

30% su quelli continentali,

il residuo 20% sui mercati dell” Asia. Questo per evitare che possibili recessioni geograficamente localizzate si ripercuotino per intero sul nostro portafoglio. Se ad esempio scoppia una crisi in Europa e su 10 azioni ne ho sole 3 di società europee, forse i maggiori danni riguarderanno solo esse. Ora è vero che i mercati sono interconnessi, ma prevenire è meglio che curare.

Un’altra riprova? La diversificazione settoriale. Se ho 1 titolo petrolifero e 1 assicurativo (a prescindere dal listino geografico di appartenenza) un’eventuale crisi dell’uno mi salvaguarda l’altro.

O ancora: se ho un 30% in azioni, un 10% su un Etf sull’oro e il restante in bond, sono in buona parte protetto da eventuali shock vari. I tre mercati sono in buona scorrelati tra di essi, garantendomi un’adeguata tutela del portafoglio.