Come investire con i tweets di Trump e Fed?

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Mercati di nuovo sull’altalena per via dei dazi. Dazi che però potrebbero impattare anche sulle politiche delle banche centrali. Come investire con il prossimo intervento di Fed e compagni?

Usa-Cina: il punto della situazione

La Cina ha avvisato di voler mettere dazi su 75 miliardi di dollari di merci in arrivo dagli Usa. Il presidente statunitense Donald Trump ha risposto che aumenterà quelli già stabiliti su praticamente tutte le merci cinesi in arrivo negli Usa. Adesso sembra che le posizioni si stiano ammorbidendo. Almeno fino al prossimo scambio di battute al vetriolo. Ma come investire in questo clima?

Come investire? Le strategie

Prima di tutto è bene partire da una constatazione: proprio il clima di incertezza e gli impatti potenzialmente negativi spingeranno, secondo Ubs, le banche centrali ad intervenire in maniera più aggressiva. Fed compresa, nonostante le titubanze che sembrano essere presenti nel board della banca centrale Usa. La dichiarazione di Jerome Powell al meeting di Jackson Hole non sembra aver favorito gli entusiasmi. Le prime impressioni, invece, sono di chi teme che la Fed non darà vita ad un sistematico piano di allentamento ma ad una serie di interventi singoli ogni qualvolta ce ne sia bisogno. Anche per questo qualcuno vede le intemperanze di Trump come un elemento voluto per spingere la Fed ad intervenire anche senza la presenza di pressioni sull’economia Usa. In altre parole: quello che manca lo crea direttamente Trump.

Le prospettive future

La dimostrazione sta in quello che potrebbe accadere da qui a pochi giorni. In particolare dal primo ottobre con quei dazi al 25% che diventerà 30% su 250 miliardi di dollari di prodotti già tassati. E non solo, il precedente 10% di dazi diventerebbe 15% sull’ultima tranche di 300 miliardi di merci ancora esenti. Questo avverrà a scaglioni, tra il 1 settembre e il 15 dicembre. Per Ubs gli Usa possono ancora permettersi di rischiare anche grazie ad un’economia fondamentalmente solida e sostenuta dai consumi interni.

I rischi e i consigli di Ubs

Il rischio è che, in questo scenario, con tariffe al 25%-30% un allentamento monetario potrebbe essere tardivo.

Ora, in considerazione del fatto che le politiche monetarie potrebbero ritornare in auge nel tentativo di evitare una recessione, l’approccio consigliato da Ubs è quello di un incremento “delle posizioni di carry su valute dei mercati emergenti, debito sovrano emergente in valuta forte e obbligazioni investment grade in euro”. Anche lo yen giapponese e l’azionario nipponico sono visti di buon occhio. Ovviamente fatta salva la recessione.

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