Come investire 100.000 euro ed ottenere 9.000 euro lordi sul conto corrente anche se il rendimento finale è ben diverso

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Tra i titoli di Stato italiani quotati in Borsa il BTP con scadenza a novembre del 2023 ha una caratteristica che lo rende unico. Questo Buono del Tesoro poliennale ha la cedola più ricca di tutti i BTP. Questo titolo ha una cedola annua del 9% quindi sembrerebbe perfetto per proteggere i risparmi dall’inflazione. Attenzione, però, la cedola non corrisponde al reale rendimento a scadenza. Scopriamo i vantaggi e i limiti di questa obbligazione governativa.

Il fenomeno dell’inflazione è una maledizione per i consumatori ma anche per gli investitori. I soldi sul conto corrente o peggio ancora sotto il materasso, subiranno una perdita di potere d’acquisto direttamente proporzionalo all’aumento del costo della vita. Facciamo un esempio per capire come investire 100.000 euro. Con un’inflazione al 6%, chi ha 100.000 euro sul conto corrente, potrebbe subire un danno economico pari a 6.000 euro all’anno. Le famiglie che posseggono i 1.800 miliardi di depositi giacenti sui conti correnti delle banche italiane, devono interrogarsi per trovare soluzioni d’investimento alternativo. L’investimento in Buoni del Tesoro poliennali, potrebbe essere una valida soluzione per diversificare l’investimento dei risparmi. Purtroppo non tutti i BTP costituiscono la scelta più adatta.

Come investire 100.000 euro ed ottenere 9.000 euro lordi sul conto corrente anche se il rendimento finale è ben diverso

Una famiglia con la necessità di diversificare potrebbe lasciarsi abbagliare dalla super cedola del BTP con scadenza novembre 2023 (Isin: IT0000366655). Questo titolo di Stato ha una caratteristica che lo rende unico nel panorama dei bond governativi, ogni anno distribuisce un coupon del 9%. In pratica chi investisse 100.000 euro, potrebbe pensare di ricevere 9.000 euro sul conto corrente.  In realtà chi comprasse questo titolo riceverebbe sul conto una cifra inferiore perché sul rendimento cedolare deve essere applicata la tassazione del 12,5%.

La cifra finale ricavata dal flusso cedolare rimarrebbe comunque importante anche dopo la tassazione. Ma il flusso cedolare non corrisponde al rendimento finale. Chi comprasse adesso, al momento dell’analisi, il BTP novembre 2023, alla scadenza ricaverebbe un rendimento netto totale dello 0,4%. Quindi chi investisse 100.000 euro adesso al momento del rimborso avrebbe ricavato 400 euro circa.

Infatti chi volesse acquistare adesso 100.000 euro nominali del BTP 2023, dovrebbe sborsare 113.300 euro, considerato il prezzo di 113,3 centesimi del titolo. Ma a scadenza riceverebbe 100.000 euro, perché il Ministero del Tesoro rimborserà il titolo a 100 centesimi. Questa perdita sarà compensa dai soldi ricavati dall’incasso delle cedole rimanenti fino al momento del rimborso. La somma di queste due componenti darà un guadagno finale di circa 400 euro.

Le alternative al BTP 2023

Purtroppo non sempre un’alta cedola di una obbligazione corrisponde al rendimento finale. Chi acquista un bond deve tenere conto anche del prezzo di acquisto e anche di quello di vendita. Quindi come investire 100.000 euro per proteggerli dall’inflazione? Chi volesse diversificare su titoli di Stato, la scelta più indicata in questa fase di mercato potrebbe essere quella dei BTP legati all’inflazione.  I Buoni del Tesoro Poliennali inflation linked hanno la cedola legata al costo della vita. Quindi più l’inflazione sale e più questi titoli hanno una cedola ricca.

Una soluzione alternativa potrebbe essere quella di investire in BTP con cedola fissa, ma con scadenze più lunghe, per avere un rendimento maggiore. Per esempio il Buono del Tesoro poliennale che scade a novembre del 2027, quindi tra 5 anni e mezzo, ha un rendimento annuo dell’1,2%. Il suo prezzo al momento dell’analisi è di 125,7 centesimi. Chi lo acquistasse a un prezzo minore avrà un rendimento maggiore a scadenza. L’investitore che lo acquistasse a un prezzo maggiore avrebbe a scadenza un guadagno minore.

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