Come evitare i controlli sul prelievo dei contanti

Come evitare i controlli sul prelievo dei contanti

Per quanto sempre più difficoltoso, esistono strategie utili ad evitare i controlli delle Agenzie delle Entrate sul prelievo dei contanti. I movimenti e le operazioni bancarie vengono monitorati con maggiore severità per scongiurare non solo l’evasione fiscale. Ad allertare l’Uif, l’Unità di Informazione Finanziaria, è il rischio di contrabbando, di terrorismo e di riciclaggio di denaro sporco. Il ricorso ai contanti ingenera apprensione nel Fisco perché per ovvie ragioni è il sentiero più praticato da quanti eludono le imposte. Di qui il conferimento di maggiori poteri all’Uif che verifica la filigrana delle operazioni bancarie e vigila sul prelievo dei contanti.

La “soglia sospetta”

Massima la sorveglianza sul prelievo dei contanti che superano la cosiddetta “soglia sospetta” oltre la quale, per prassi bancaria, giunge la segnalazione. Evitare i controlli implica anzitutto l’accorgimento di non effettuare prelievi in contanti oltre i 5mila euro al mese o 1000 euro al giorno. Qualora il correntista versasse nella condizione di dover effettuare il prelievo di simili somme è tenuto a fornire una giustificazione.

Dovrà quindi compilare un modulo in cui esporre le ragioni dell’operazione e consegnarlo all’istituto bancario che a sua volta lo trasmetterà all’Uif. Le informazioni così acquisite passano al vaglio del redditometro, strumento principe per stanare l’eventuale difformità tra spese sostenute e reddito dichiarato. Ricordiamo che i controlli sul prelievo di contanti scattano appena le spese si rivelano superiori del 20% rispetto a quanto riportato nella dichiarazione dei redditi.

Come evitare i controlli sul prelievo dei contanti

Per eludere l’accertamento fiscale occorre anzitutto muoversi con prudenza, mantenendosi al di sotto della “soglia sospetta”. È consigliabile non spendere laute somme di denaro per acquisire beni che la nostra situazione reddituale non ci permetterebbe di mantenere. Il che equivale a dire che sarebbe del tutto sconsiderato prelevare contanti per diventare intestatari di auto o immobili. Al contribuente che intenda evitare controlli potrebbe inoltre tornare utile conservare fatture e documenti attestanti gli acquisti. Anche per lavori di manutenzione, somme versate in anticipo al dentista, riparazioni effettuate da operai conviene richiedere il documento fiscale.

Ciò perché, in caso di verifiche da parte dell’Autorità fiscale sarà agevole documentare quale destinazione d’uso abbiano avuto i contanti prelevati.  Si consiglia anche di dilazionare i prelievi nel tempo e di frazionarli in importi modesti in modo da non allertare la sorveglianza del Fisco. Anche gli acquisti, di conseguenza, andrebbero effettuati in tempi diversi in modo da stornare la sorveglianza del Fisco. Da evitare anche il trasferimento di contanti a parenti e amici perché l’utilizzo dello stesso non figurerebbe nella dichiarazione dei redditi. Tale evenienza potrebbe inoculare nell’Agenzia delle Entrate il sospetto che si stia indulgendo ad un investimento in nero.