Per diventare amministratore di condominio occorrono forti doti caratteriali, oltre che competenze tecniche. Gli italiani, si sa, sono bravissimi nell’ingaggiare liti e nel trovare le motivazioni più originali per far guerra al proprio vicino. Non è un caso che nel nostro Paese vi siano ben 2 milioni di cause pendenti per ragioni condominiali. Assai di frequente, il compito dell’amministratore di condominio consiste proprio nel dirimere le questioni più annose che riguardano la gestione condominiale. Pertanto, se all’accuratezza dei calcoli, amate destreggiarvi tra le questioni del buon vicinato, allora sarete degli ottimi amministratori di condominio.
Come diventare amministratore di condominio? Come coronare l’agognato sogno di presiedere ad una assemblea condominiale e dirigere i condomini come un direttore fa con la sua orchestra? Oggi quella dell’amministratore è diventata una vera e propria professione che richiede particolari competenze e titoli adeguati.
Quali sono i requisiti per diventare amministratore di condominio
In passato, le famiglie che risiedevano in un condominio, eleggevano un condomino al ruolo di amministratore. Oggi la legge ha apportato delle modifiche alla scelta di tale figura. In alcuni casi, come ad esempio nei piccoli condomini, l’amministratore è ancora interno. Tuttavia, poiché oggi si configura come vera e propria figura professionale, nella più parte dei casi si tratta di un soggetto competente e qualificato. Il decreto ministeriale 140/2014 ha reso obbligatoria la formazione per coloro che intendono diventare amministratori. Grazie a questo decreto si stabiliscono i requisiti minimi che un soggetto deve possedere per diventare amministratore di condominio.
Difatti, secondo quanto scritto nel decreto, gli aspiranti amministratori devono essere abilitati da enti i istituti di formazione riconosciuti. Questo perché il diritto è in continuo mutamento e sempre complesso pertanto, l’onorabilità e la professionalità non sono più requisiti sufficienti. Gli amministratori di oggi devono possedere ottime competenze giuridiche e commerciali, oltre alle competenze tecniche. All’aspirante si richiede un percorso formativo di almeno 72 ore con tanto di esame finale e rilascio di attestato. Spesso sono le stesse associazioni di categoria che provvedono ad organizzare corsi formativi.
Cosa fare dopo aver acquisito il titolo
Come diventare amministratore di condominio? Una volta superato l’esame ed entrati in possesso di certificato di competenza, l’amministratore potrà iscriversi al registro telematico degli amministratori di condominio. Il registro serve a dare autorevolezza al proprio status ed è una ulteriore conferma della propria professionalità. L’attività di amministratore non è legata ad un albo specifico e richiede il possesso di P.Iva per lo svolgimento. Una volta inquadrata la propria professione, all’amministratore non spetterà altro che dedicarsi con costanza e dedizione al proprio lavoro. Un buon assetto caratteriale sarà, come detto inizialmente, valore aggiunto per il professionista. Come tutti i mestieri, anche quello dell’amministratore prevede ostacoli e controversie da abbattere. Ma una volta riusciti, le soddisfazioni sono assicurate.