Come combattere questa seria problematica che affligge molti giovani

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Molti giovani di oggi sono disinteressati e apparentemente anedonici. Sembrano assenti a loro stessi. Delusi, superficiali e incapaci di pensare alle cose serie.

Sono degli eterni “bamboccioni” che, piuttosto che cercare un lavoro e un’autonomia, preferiscono rimanere sotto l’ala protettrice della famiglia.

Sembra che nulla li stimoli. Chattano fra loro sui social network. Navigano in Internet, si scambiano emoticon. Sono perennemente incollati allo schermo del cellulare.

Il mondo reale è lontano. Temi importanti come il lavoro, la formazione, la politica sono messi completamente da parte.

È necessario chiedersi il perché di questa evoluzione (o involuzione).

Come combattere questa seria problematica che affligge molti giovani?

Non bisogna fare di tutta l’erba un fascio

Tale descrizione risulta oltremodo pessimistica. Inquadra solo una parte dei ragazzi italiani ed europei. Di sicuro non bisogna fare di tutta l’erba un fascio. Anche nel Ventunesimo secolo, come è normale che sia, ci sono moltissimi giovani coscienziosi. Basti pensare a Greta Thunberg che a soli 16 anni si batte per scongiurare il surriscaldamento globale.

Anche in Italia ci sono migliaia di giovani consapevoli e in grado di dire la propria a livello internazionale. Ce ne sono altrettanti, però, che si lasciano trasportare da un torpore inquietante.

Molti sono scoraggiati e non intraprendono azioni forti per il loro futuro. Hanno perso completamente fiducia nel prossimo. Nelle istituzioni, nella scuola, nella politica. Si sentono inefficaci, inutili.

Ma come mai accade questo? Dov’è finito lo spirito intraprendente dei ragazzi del ’68? Dove sono i rivoluzionari di una volta?

Come combattere questa seria problematica che affligge molti giovani?

Il problema va visto da diverse angolazioni

Un problema così grave va analizzato da molteplici angolazioni. Molti giovani dichiarano di non interessarsi di politica. Innanzitutto bisogna rilevare che in tutta Italia c’è una scarsa fiducia nelle istituzioni e nella classe dirigente. Essa, purtroppo, negli anni è stata demonizzata sempre più. La perdita di interesse e di speranza è una conseguenza naturale.

La nascita e lo sviluppo dei social network ha creato nuovi idoli. Non c’è più il mito del self made man che è arrivato in alto con sudore e sacrificio. Per diventare famosi bastano foto e like.

La verità più atroce, tuttavia, è che i “grandi” non sono stati capaci di inculcare una mentalità adeguata ai loro figli. Molti genitori, infatti, invece di stare vicino ai giovani, hanno preferito lasciarli in disparte. Non ci sono più discorsi politici accesi o dibattiti in famiglia. Si sta ognuno per conto proprio.

Si consiglia, quindi, di parlare di più con i giovani. Che siano figli, conoscenti, alunni o nipoti. L’obiettivo è far nascere in loro una coscienza critica e adulta che li porterà lontano.