Quando la persona che lascia i propri averi non possiede la capacità di intendere e di volere, è possibile annullarne le proprie volontà testamentarie? Come si definiscono tali situazioni e chi può impugnare il testamento in questi casi? Il Comitato di esperti in tema di Diritto e Fisco di ProiezionidiBorsa vi spiegano cosa fare e come procedere in questi casi.
Chi può fare testamento
Come annullare un testamento per incapacità di intendere e di volere del testatore? Secondo quanto stabilisce l’art. 591 del Codice civile, tutti coloro che non sono dichiarati incapaci di intendere e volere possono sottoscrivere un testamento. In base a questo principio fondamentale che stabilisce la legge, ne consegue che tale condizione diventa imprescindibile affinché giunga a compimento l’intenzione testamentaria. Ebbene, secondo quanto precisa l’articolo del Codice civile, i soggetti autorizzati sono coloro che:
- risultano maggiorenni;
- non siano dichiarati interdetti per infermità mentale;
- non siano stati dichiarati interdetti, per qualsiasi causa anche transitoria, al momento in cui hanno fatto testamento.
Da questi dati, appare evidente che la situazione che più frequentemente crea delle difficoltà sulla legittimità del testamento è l’ultima. Difatti, è proprio in questi casi di temporanea alterazione delle capacità cognitive o volitive del testatore che possono verificarsi dei problemi. Si pensi alla persona estremamente anziana, oppure a chi era sotto l’effetto di particolari farmaci o sostanze al momento della decisione circa le sue volontà. Come annullare un testamento per incapacità di intendere e di volere del testatore se si verificano queste condizioni dunque.
Quali vie ammette la giurisprudenza
Oltre all’incapacità di intendere e di volere, potrebbe essere necessario dimostrare l’incapacità ad autodeterminarsi del testatore, come accade per le persone molto anziane. Perché si giunga all’annullamento del testamento, è necessaria un’appropriata giustificazione. Non si tratta di una procedura semplice, ed è naturalmente compito di chi impugna il testamento dimostrarne la non validità. Infatti, il presupposto è quello che la capacità di intendere e volere sia la regola, mentre l’incapacità l’eccezione.
In questi casi, l’incapacità naturale si dovrà dimostrare per mezzo di appropriata e rigorosa documentazione. Un esempio potrebbero essere dei certificati medici attestanti l’incapacità del testatore al momento della redazione dell’atto.
Un’altro caso contemplabile potrebbe riguardare l’annullamento per dolo. Qui, si dovrà provare che il testamento è stato frutto di raggiri e artifici che hanno alterato la volontà del testatore. Il dolo è dimostrabile attraverso differenti mezzi, sempre rigorosi e seri, in ragione del caso. È necessario che siano realmente presenti artifici, frodi o tentativi di raggiro ai danni del testatore perché si renda considerabile l’annullamento. Chiunque voglia procedere per la via dell’annullamento, allora, dovrà prodigarsi nel reperire quanti più dati e prove possibili. Ecco come annullare un testamento per incapacità di intendere e di volere del testatore.
Per un approfondimento sul tema, suggeriamo la lettura dell’articolo su come fare testamento valido con o senza notaio consultabile da qui.