Chi non vuole patire fortissime perdite sui risparmi a causa dell’inflazione nei prossimi anni può seguire una di queste 3 soluzioni

inflazione

L’inflazione oltre il 6% è una maledizione per i consumatori ma anche per i risparmiatori. L’aumento del costo della vita riduce drammaticamente il potere di acquisto dei soldi fermi sul conto corrente. Tutte le analisi indicano che il balzo dei prezzi vicino al 7% non sarà una fiammata occasionale ma potrebbe durare a lungo. Per chi non vuole subire forti perdite in conto capitale nei prossimi anni ecco tre soluzioni alla portata di tutti.

Chi non vuole patire una possibile perdita di denaro, ha un orizzonte d’investimento di medio-lungo periodo, attorno a 5 anni, si potrebbero prospettare 3 soluzioni. Chi vuole salvaguardare i suoi soldi potrebbe puntare sui Buoni del Tesoro poliennali, su un Buono postale o su un conto di deposito. Quindi, immaginiamo un risparmiatore che abbia una certa cifra ferma sul conto corrente. Ipotizziamo anche che questo risparmiatore volesse trovare una valida alternativa di investimento su un arco temporale di 5 anni. Naturalmente questo investitore vorrebbe avere la possibilità di ritirare parte o tutto il capitale anticipatamente in caso di necessità. Analizziamo quanto potrebbero rendere i tre strumenti sopra indicati in un quinquennio.

Chi non vuole patire fortissime perdite sui risparmi a causa dell’inflazione nei prossimi anni può seguire una di queste 3 soluzioni

I conti di deposito danno l’opportunità di investire fino a 5 anni e di ritirare in anticipo il capitale investito senza nessuna penalizzazione. Attualmente il miglior conto di deposito offre un rendimento annuo del 2% lordo. Tuttavia questo rendimento si riduce in caso di prelievo anticipato di parte o di tutto il capitale impiegato.

Poste Italiane di recente ha messo sul mercato un nuovo Buono fruttifero postale denominato 5 x 5. La durata massima di questo titolo è di 25 anni e i rendimenti maturano ogni 5 anni. Il rendimento alla fine dei 5 anni sarà dello 0,1% lordo annuo. Attenzione, i rendimenti si incasseranno solamente al termine dei cinque anni. Poste non riconosce nessun rendimento sul capitale disinvestito prima del quinquennio.

Chi non vuole patire una riduzione del potere d’acquisto dei suoi risparmi potrebbe puntare sui titoli di Stato. Un Buono del Tesoro poliennale con scadenza tra 5 anni, potrebbe essere un’alternativa a conti di deposito e Buoni fruttiferi 5 x 5. Il BTP con scadenza nel giugno del 2027 (Isin: IT0005240830) al prezzo attuale di 103,4 centesimi ha un rendimento annuo dell’1,3%. Da tenere in considerazione che come tutti i BTP anche questo emette due cedole all’anno, di importo pari all’1,1% del valore nominale.

Nella scelta delle tre soluzioni di investimento occorre tenere in considerazione che i rendimenti indicati sono lordi e ogni strumento ha una tassazione diversa. La tassazione sugli interessi maturati dai conti di deposito è del 26%. La tassazione sugli interessi maturati dei Buoni postali e dei BTP è del 12,5%, quindi meno della metà. Chi investe deve tenere in considerazione anche questo fattore al momento della scelta.

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