Che succede se un figlio prende il Covid? Grandi novità per i lavoratori

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Dopo mesi di formazione a distanza, finalmente riaprono i battenti delle scuole in buona parte d’Italia.

E’ inutile nascondere che i sentimenti dei genitori sono contrastanti; se da una parte c’è il sollievo di rivedere i figli uscire di casa per riprendere la didattica tradizionale; ma anche l’ansia che il virus possa entrare nelle scuole.

Che succede se un figlio prende il Covid? Grandi novità per i lavoratori

È stato pubblicato sulla G.U. n. 223 dell’8 settembre 2020, il D.L. 111 dell’8 settembre 2020, recante disposizioni urgenti per far fronte a indifferibili esigenze finanziarie e di sostegno per l’avvio dell’anno scolastico.

Tali misure sono naturalmente connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19 e vanno in vigore da oggi stesso.

Cosa dispone il DL?

All’articolo 5, il Decreto prevede, fino al 31 dicembre 2020, la possibilità di fruire di lavoro agile e congedo straordinario per contatti scolastici per i genitori durante il periodo di quarantena obbligatoria del figlio convivente minore di anni 14.

Il genitore lavoratore dipendente può svolgere la prestazione di lavoro in smart working per tutto o parte del periodo corrispondente alla durata della quarantena del figlio convivente.

Che succede se un figlio prende il Covid? Grandi novità per i lavoratori

In alternativa allo smart working, uno dei genitori, alternativamente all’altro, può astenersi dal lavoro per tutto o parte del periodo corrispondente alla durata della quarantena del figlio, percependo, in luogo della retribuzione, un’indennità pari al 50% della retribuzione stessa.

Le scuole nel resto del mondo

La preoccupazione delle mamme e papà in tutta Italia è legittima. Ma bisogna pensare che in paesi come la Danimarca le scuole hanno riaperto il 15 aprile per i bambini con meno di 11 anni. I bambini sono suddivisi in piccoli gruppi di 12 studenti, le cosiddette “bolle protettive“, che non entrano mai in contatto le une con le altre.

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