Cassa integrazione tra truffe e paradossi: cosa succede e perchè?
Abbiamo già riportato la situazione di oltre 350mila famiglie che vivono una situazione di forte disagio perché non hanno ancora ricevuto nemmeno un Euro di cassa integrazione. Oggi vogliamo capire le motivazioni alla base di questi disagi e quando potranno essere risolti.
Cassa integrazione tra truffe e paradossi: la task-force dell’INPS
L’INPS ha individuato oltre 7,6 milioni di richieste arrivate dallo scorso Marzo. La maggior parte di esse è stata evasa correttamente. Perchè, quindi, 350mila famiglie sono ancora in attesa di una risposta? La replica dell’INPS è che non ha ancora completato le verifiche per circa 100mila richieste e per altre 165mila sta effettuando degli approfondimenti. Il motivo di queste indagini deriverebbe dal fatto che oltre 2.600 aziende hanno richiesto la cassa integrazione senza averne diritto. La struttura semplificata di questa CIG straordinaria facilita la vita ai furbetti. Gli ammortizzatori sociali hanno normalmente dei requisiti minimi per essere fruiti. In questo caso l’unico requisito era che il lavoratore fosse in servizio prima del 17 marzo, data del Decreto. L’INPS ha costituito una task-force antifrodi, scoprendo migliaia di truffe. Imprese inesistenti in settori incompatibili con il lockdown, finzione di migliaia di assunzioni per far risultare in servizio prima del 17 marzo.
Il caso Rinascente
Alla luce di questa situazione Il Governo ha consentito, con il Decreto 34/2020, 90 giorni di tempo per sanare domande di CIG con errori formali. Vista la ricostruzione dell’INPS, potremmo ipotizzare che i ritardi siano dovuti a richieste formalmente errate o non dovute. Ma ci è giunta in Redazione una notizia che fa vacillare questa tesi. Una grande azienda come La Rinascente Spa, ha presentato domanda di cassa integrazione per i propri dipendenti il 15 Aprile scorso. Il 9 Giugno l’INPS ha emanato il relativo Decreto. Ma ad oggi, 12 Luglio, nessun dipendente del gruppo milanese può dire di aver ricevuto anche solo un Euro di quanto dovuto. Stiamo parlando di centinaia di famiglie che non vedono soldi da oltre 5 mesi e di un’azienda seria e strutturata. La redazione di Proiezionidiborsa continuerà nei prossimi giorni ad aggiornare i lettori sull’evolversi della situazione. Ovviamente speriamo di potervi dare presto buone notizie.