Cassa integrazione speciale Covid estesa a 2 anni: possibile svolta in arrivo

Cassa integrazione speciale Covid estesa a 2 anni: possibile svolta in arrivo

Cassa integrazione speciale Covid estesa a 2 anni: possibile svolta in arrivo? Se il lockdown è durato tre mesi, gli effetti nefasti che esso lascerà sull’economia reale saranno molto più lunghi di 90 giorni. Anni, secondo economisti ed esperti, al punto che da adesso si iniziano a studiare tutte le possibili vie d’uscita. Una di questa l’ha lanciata Maurizio Stirpe, vicepresidente di Confindustria: di che si tratta? Vediamo di più in merito alla Cassa integrazione speciale Covid estesa a 2 anni: possibile svolta in arrivo.

L’impianto di fondo alla base della proposta

Il punto è che le aziende per ritornare ai livelli di utili e fatturato pre-Covid avranno bisogno di più tempo rispetto all’attuale impianto degli ammortizzatori sociali. Ricordiamo che il decreto Cura Italia lo aveva inizialmente introdotto per sole 9 settimane. Il decreto di maggio invece (c.d. Rilancio) ne aveva aggiunte altre 9, portando il saldo complessivo a 18. Ora, da più parti ci si chiede: sono comunque sufficienti 18 settimane per uscire definitivamente fuori dalla crisi? Ovviamente no, e difatti i dubbi sono tanti, da più fronti e tutti di una certa consistenza. Sarà l’autunno, infatti, la stagione “calda” per l’economia reale. Come uscirne?

Una possibile soluzione (che sembra stia riscuotendo buoni consensi) l’ha lanciata l’esponente di Confindustria: istituire una Cassa integrazione speciale e legata al Covid-19. Da far entrare a regime allo scadere dell’attuale blocco dei licenziamenti e che duri però due anni. Durante i quali il Parlamento sarebbe chiamato a porre mano all’intero sistema degli ammortizzatori sociali, che andrebbero non tanto rivisti quanto riformati in toto. Sull’idea è lo stesso esponente degli industriali che sta cercando appoggi bipartisan, nonché tra le parti sociali. Ad esempio l’ex ministro del Lavoro Tiziano Treu ha detto: “la strada giusta è unificare tutto e far nascere una sola Cassa semplificata. Che duri fino al termine dell’emergenza”, magari modulata a seconda dello stato di salute dei diversi settori dell’economia. In questo modo si offrirebbe anche un quadro normativo più semplice e organico per imprenditori e lavoratori.

Le parole dell’esponente del sindacato degli industriali

Intervistato, l’esponente di Confindustria ha sostenuto come 24 mesi siano “un periodo di tempo realistico per consentire alle imprese di recuperare la crisi e riassorbire i lavoratori”. E nel caso non si fosse ancora completamente fuori dal tunnel, allora “per chi non sarà riassunto si aprirà il percorso degli ammortizzatori sociali”. Il quale nel frattempo dovrà essere sottoposto a una radicale riforma.

Al netto delle parole di Maurizio Stirpe anche il Governo sembra di suo essere già all’opera su tale fronte. A estate inoltrata, infatti, sarà il tempo della prossima legge di Bilancio: assisteremo a importanti novità già per quell’appuntamento? Secondo le indiscrezioni di stampa, sembra si stia valutando la possibilità di estendere l’attuale Cassa integrazione Covid anche per il periodo successivo al primo settembre. E di distinguere per il futuro i vari tipi di crisi aziendali a seconda delle singole fattispecie.

Cassa integrazione speciale Covid estesa a 2 anni: possibile svolta in arrivo

Ricordiamo infine l’attuale struttura delle 18 settimane di Cassa integrazione, così come statuite dai due decreti su citati (“Cura Italia” e “Rilancio”). Le 18 settimane complessive di ammortizzatori sociali si possono scindere nei due tronchi: