Si accendono i motori per l’organizzazione del Micam, la più importante rassegna fieristica internazionale del comparto. Che si terrà dal 20 al 23 settembre a Fiera Milano Rho, con la consapevolezza di una ripresa complessa e graduale. L’80% delle aziende sono state penalizzate in modo diretto dall’emergenza, ma i calzaturieri sono determinati a ripartire. E’ quanto emerge dalla survey commissionata dal Salone Internazionale delle Calzature. Le imprese del settore indubbiamente soffrono, ma un po’ di ripresa ci sarà. Dunque in attesa dei saldi nei negozi, conviene comprare a saldo quelle quotate. Calzature Made in Italy, i saldi sono già partiti (in Borsa)? Diamo un’occhiata alla situazione di alcuni brand sottostimati a Piazza Affari come Geox, Tod’s e Ferragamo.
Una risposta forte all’incertezza
Ma prima un applauso alla Fiera che non ha deciso il ‘fermo un giro’. “MICAM è fondamentale per sostenere un settore cruciale per il Made in Italy e la nostra economia – dichiara il Presidente di Assocalzaturifici e MICAM, Siro Badon. E’ un evento che sostiene la connessione tra produttori e buyer, la via privilegiata per procedere alle contrattazioni di ordini. “Le nostre aziende si sono subito adeguate con strumenti digitali di promozione e protocolli sanitari anti-contagio, li applicheremo anche in ambito fieristico per garantirne lo svolgimento in sicurezza.
La conferma di MICAM è la migliore risposta alle incognite del mercato”. In un momento di crisi sanitaria globale, abbiamo ascoltato le esigenze delle aziende e dei compratori – afferma Tommaso Cancellara – Amministratore Delegato di MICAM e Direttore Generale di Assocalzaturifici. “Per questo, l’ edizione di settembre metterà a disposizione degli espositori un nuovo canale distributivo. E sfrutterà la collaborazione con una delle piattaforme di servizi digitali più importanti a livello mondiale”.
Fondi e colossi pronti allo shopping
Varie imprese del settore calzaturiero rischiano il default: hanno accusato una riduzione del portafoglio ordini per oltre il 90% dei casi, la paralisi ha colpito la produzione per oltre il 60% delle aziende. E bloccato, di fatto, la possibilità di mostrare le nuove collezioni ai compratori. Un quadro a tinte scure, che però non ferma gli operatori, determinati a riprendersi le quote di mercato perdute.
Il 48% prevede una ripresa delle attività commerciali a settembre mentre l’altro 52% entro l’anno. Se la maggior parte delle aziende in questo periodo ha inviato immagini delle proprie collezioni ai buyer via e-mail (oltre il 60%), il 39% aveva già a disposizione mezzi digitali (a partire dal proprio sito internet). Il 31% ha fatto uso dei social network per raggiungere i propri clienti, mentre il 15% si è attrezzato aprendo, proprio durante questa crisi, nuove piattaforme di e-commerce.
Calzature Made in Italy, i saldi sono già partiti (in Borsa)
Dando un’occhiata alle quotazioni a Piazza Affari di alcuni player, ci accorgiamo che la stagione degli affari è già partita. E che i guadagni per chi sa cogliere lo occasioni, sono davvero interessanti. Invece di tenere i risparmi da parte da qui a luglio per comprare ai saldi, può valere la pena di investirli sui titoli di queste aziende. Con un po’ di coraggio, a luglio, ci porteremo a casa un paio di scarpe gratis. La preda più interessante è Tod’s, che ora quota 25,94 euro, dopo un tonfo a 22,30 euro lo scorso 12 marzo. Finalmente ci lasciano andare al mare, dove di scarpe coi tacchetti se ne vedono in giro parecchie. Il prezzo obiettivo è 47,13 euro per azione. Magari prima di luglio ci si può avvicinare un po’.
Stesso discorso per Ferragamo, che non perdiamo mai di vista. Ora quota 13,28 euro per azione. Il prezzo obiettivo secondo vari analisti è 19,10, ma si vorrebbe vederla tornare a 21,36. Le ultime stagioni sono molto migliorati sia i modelli di sandali che di borse. Stiamo a vedere. Più avanti forse, ma sicuramente a settembre, si potrà apprezzare meglio la riscossa di Geox, brand di Moretti Polegato forte nei prodotti invernali, che quota 0,72 euro per azione. Potrebbe tornare presto ai livelli di gennaio 2020 (1,19 euro) e successivamente puntare al target condiviso dagli analisti, 1,55 euro per azione.