La BOE settimana scorsa ha alzato i tassi senza minimamente preoccuparsi della situazione degli altri paesi ma facendo riferimento esclusivamente agli interessi nazionali e dei propri cittadini che così saranno più tutelati al primo rallentamento del ciclo da una banca centrale che si sta riappropriando dell’ “arma” dei tassi di interesse e relativi tagli futuri ove necessari.
Non solo ora stanno facendo chiaramente capire che se l’UE tirerà tropo la corda la BREXIT, che in ogni caso va avanti, sarà una affare per uffici legali destinato a chiudersi nel peggiore dei modi ovvero senza accordi specifici in ambito commerciale e non solo e senza i rientri economici richiesti dall’UE alla Gran Bretagna.
Uno scenario molto poco promettente per l’Unione Europea già alle prese con la perenne crisi greca e la situazione molto critica di Italia , Spagna e non solo.
D’altronde un’ unione politica che si basa solo su trattati spot e come unico elemento giuridico accumunante una serie di regolamenti che per lo più sono fonte di un aggravio burocratico pesante per cittadini ed aziende come può risultare attrattiva?
Il malcontento nei confronti dell’unione europea sta montando ormai in molti paesi.
Vengono in mente le parole della Thatcher che a fronte dell’ottimismo sfrenato di Romano Prodi alla nascita dell’euro, previde che sarebbe stato causa di grandi scompensi e di ulteriore impoverimento dei paesi più deboli.
Non a caso la Gran Bretagna si tenne da subito la sterlina. Non a caso è arrivata la Brexit.
Ora l’importante è che le parti trovino rapidamente un accordo complessivo che non penalizzi ulteriormente il ciclo economico europeo nel suo insieme.
Articolo di Gianluca Braguzzi – CFI Asset Management and Organization WIAM