Borse mondiali: il rialzo nel breve è in pericolo

ProiezionidiBorsa

La settimana che andrà ad aprirsi lunedì 4 marzo è per molti aspetti la settimana della verità per le borse mondiali.

Dopo il forte rialzo degli ultimi mesi i nodi stanno venendo al pettine: si inverte definitivamente al rialzo oppure si assisterà a nuovi ribassi? Oppure è alle porte un ritracciamento che dovrebbe smaltire l’ipercomprato di breve?

Il trend si allineeerà con il frattale previsionale di ProiezionidiBorsa per il 2019?

Le prossime 2 settimane fino al 10/12 marzo saranno campali.

Poi da lì entreremo nella settimana pre-FED e le borse mondiali potrebbero cominciare ad indugiare oppure potremmo arrivare al meeting con un minimo mensile per i mercati.

Avvio povero di dati macroeconomici in grado di influenzare le borse mondiali

Tra lunedì e martedì  non saranno pubblicati dati macroeconomici in grado di incidere significativamente sul trend delle borse mondiali.
Sì, uscirà qualche ISM, ma isolato e quindi senza la possibilità di determinare sbalzi significativi di umore.

Tutto sommato l’ideale per consentire alle borse una eventuale perfetta chiusura del gap lasciato aperto nei giorni scorsi  e successiva ripartenza.
La chiusura del gap non è certamente un obbligo ma darebbe più smalto a un successivo spunto rialzista.
Martedì verrà pubblicato  il PIL dell’Italia atteso in calo a -0.2% su base trimestrale: sarebbe importantissimo non fare peggio per non ritrovarsi il FTSEMIB nuovamente in coda al gruppo degli indici europei.

Occupazione USA chiamata all’ennesima conferma

Dopo gli ultimi dati macroeconomici USA un po’ meno altezzosi del solito, mercoledì sarà, ancora una volta, il dato sull’occupazione a confermare o meno la tenuta del fin qui fortissimo ciclo economico americano.

Draghi e BCE al centro

Giovedì sarà la giornata di Mario Draghi e della BCE che si prenderanno il centro della scena.
Difficile immaginare che la BCE copi la FED ed estenda la portata del proprio LTRO (o QE che dir si voglia) anche ai titoli tossici tuttora in pancia alle banche.

Auspicabile però sarebbe che la BCE prendesse finalmente le distanze dalla Commissione UE ed invitasse i politici a fare la propria parte nel contrastare la crisi con manovre espansive sul modello americano, ora replicato persino dalla Cina.

Basterebbero anche poche parole in tal senso per fare letteralmente volare le borse mondiali.

Anche il Giappone vuole la sua parte

Venerdì fari puntati sul PIL giapponese.
Dopo gli ultimi stenti l’economia nipponica dovrà ancora una volta confermare che il QE secolare adottato da Tokio funziona se non come pieno strumento di pieno rilancio per lo meno come strumento anti recessione.

Nel pomeriggio i nuovi dati sull’occupazione americana potranno a loro volta fungere da traino ovvero da zavorra sulla dinamica dei prezzi delle borse mondiali.

Approfondimento

La view ufficiale sui mercati  di ProieziondiBorsa