Nella manovra d’agosto, di cui ormai si parla quotidianamente, il Governo si accinge a varare anche una proroga alla riscossione coattiva. In particolare, vi sarà un blocco alle cartelle esattoriali fino al 31 dicembre. Quindi, niente cartelle esattoriali in arrivo in autunno. Si tratta di una sorta di tregua fiscale concessa ad imprese e cittadini, a causa l’emergenza sanitaria. Quindi, l’Esecutivo ha stabilito un’ulteriore proroga con un blocco che terminerà non più il 1° settembre, bensì il 31 dicembre 2020. Vediamo, adesso, come si è giunti alla decisione sul blocco delle cartelle esattoriali fino a fine anno.
Blocco cartelle esattoriali fino al 31 dicembre: il carico dei debiti
Sono circa 20 milioni le cartelle di pagamento e gli avvisi di accertamento che l’Agenzia Entrate avrebbe dovuto spedire ai destinatari. Tuttavia, la consapevolezza della crisi economica e della difficoltà a ripartire del Paese, ha indotto ad adottare questa decisione. Il cd. decreto Agosto, in discussione in questi giorni, opererà con le risorse stanziate grazie all’ultimo scostamento di bilancio di 25 miliardi, Esso dovrà essere discusso in Parlamento martedì 29 luglio. In quell’occasione si discuterà anche dell’eventuale proroga dello stato di emergenza, che il Capo del governo vorrebbe prolungare sino al 31 ottobre.
La Lega, inizialmente, si era detta contraria alla riscossione esattoriale fissata inizialmente per settembre, quindi dovrebbe essere d’accordo sulla proroga fiscale. Tuttavia, di certo, non condivide la decisione relativa alla proroga dello stato di emergenza. Per quanto riguarda gli altri provvedimenti di proroga, sarà estesa fino al 31 dicembre anche la moratoria sui mutui per le famiglie. Il termine della sospensione, in assenza di interventi, sarebbe scaduto il 30 settembre.
Sul fronte lavoro, sono due le misure che il Governo vorrebbe mettere in campo. La prima è la proroga della Cassa Integrazione Guadagni e la seconda il blocco dei licenziamenti. Poi, si introdurranno incentivi per chi assume i lavoratori a tempo indeterminato. Si tratterebbe di una decontribuzione totale fino a fine anno per l’imprenditore che assume stabilmente lavoratori preesistenti o che ne assume di nuovi.