FRANCOFORTE (Reuters) – Confermati tassi di riferimento e ‘forward guidance’ insieme all’impegno a intervenire potenziando le misure non convenzionali come il programma di acquisto asset. Il consiglio Bce si dice quindi pronto a intervenire in senso ulteriormente distensivo — ritoccando ammontare o durata del Qe — in caso di peggioramento delle prospettive macro o di condizioni finanziaria “incompatibili” con il percorso di ripresa dell’inflazione obiettivo dell’istituto centrale.
Al termine del consiglio di politica monetaria, come da attese, la banca centrale ha lasciato invariati i tassi di interesse: il costo del denaro resta al minimo storico dello zero percento, mentre i tassi su depositi e prestiti marginali sono fermi rispettivamente a -0,4% e 0,25%.
Pubblicato il 20 aprile, pochi giorni prima del primo turno per l’Eliseo, l’ultimo sondaggio condotto tra gli analisti prevede che la prossima mossa di politica monetaria di Francoforte sarà estendere il quantitative easing oltre dicembre, tagliando l’importo mensile degli acquisti, attualmente pari a 60 miliardi di euro.
Presupposto delle stime degli 80 anaisti interpellati — poi concretizzatosi — l’affermazione di Emmanuel Macron su Marine Le Pen alle urne francesi.
Dell’altro ieri inoltre indiscrezioni secondo cui il successo di Macron in qualche modo placa i timori di Francoforte e potrebbe comportare un ‘aggiustamento’ della retorica sui tassi, non prima però del consiglio di giugno.
Per il momento, l’istituto centrale guarda con favore agli ultimi segnali macro ma non intende fare alcun passo in direzione della cosiddetta ‘exit strategy’ prima del ballottaggio francese. Per un eventuale ritocco al programma degli acquisti Qe l’idea sarebbe invece quella di attendere il consiglio di settembre, o “se necessario” quello di ottobre.