Siamo a due giorni dall’attesa conferenza stampa della BCE, cosa possiamo attenderci da Draghi e company?
Abbiamo scritto proprio stamattina di come pervicacemente la Germania continui ad attribuire le colpe del proprio evidente rallentamento economico a fattori esterni all’UE.
Quindi se da un lato, proprio per le difficoltà di Berlino, abbiamo ipotizzato una BCE dagli atteggiamenti più laschi sul fronte monetario, dall’altro dobbiamo tenere conto che Angela Merkel valuta i problemi derivanti da fronti lontani dall’UE.
Invocare la Brexit e la guerra sui dazi tra USA e Cina per giustificare il calo delle esportazioni tedesche è comunque alquanto grottesco.
Analisi paradossale visto poi che la discesa delle vendite riguarda principalmente i partner europei.
Membri dell’UE che, proprio le politiche di austerity imposte dai teutoni, hanno condotto al soffocamento del proprio sviluppo economico.
Meccanismo che però ora alla lunga è arrivato a contagiare anche gli ideatori di tale disegno.
La BCE che fa?
In simile contesto la BCE potrebbe, come anticipato da Draghi, muoversi ad ampio raggio affiancando al già previsto (per settembre 2019) TLTRO qualche altra manovra di sostegno monetario.
Così come la Commissione UE che vedrà ai vertici una tedesca di larghe vedute come Ursula von der Leyen sarà chiamata a modificare il proprio approccio restrittivo e burocratizzante per vedere rifiorire l’Europa unita.
La von der Leyen si è proposta pubblicamente alla popolazione europea il 3 luglio scorso, subito dopo essere nominata presidente della Commissione europea in pectore dai leader dei 28 Stati membri dell’Unione europea.
E non ci ha convinto…
Si è presentata in inglese lingua, per quanto diffusa, di una nazione in uscita, e poi in francese e tedesco. Se voleva ragionare in termini ecumenici le poche righe avrebbe potuto tradurle anche in italiano tenendo conto del numero di abitanti…
Invece all’Italia ha successivamente riservato uno dei soliti moniti sul debito pubblico.
Insomma nulla di nuovo…
BCE attenta le Borse potrebbero imbizzarrirsi
E qui si entra in un’area di rischio rilevante.
Se la BCE e l’UE continueranno ad agire nel solco della loro fallimentare gestione del post crisi le Borse, animate da forti aspettative, potrebbero prenderla non male ma addirittura malissimo.
Ecco perché la Conferenza di giovedì assumerà un valore topico per l’andamento dei mercati delle prossime settimane.
I mercati si aspettano che Draghi confermi nei fatti le aperture già più volte enunciate.
La stanchezza degli operatori deriva da anni di improponibile confronto tra il volo ideale del ciclo economico USA e i ripetuti balbettii con solo timidi cenni di ripresa stabile verificatisi in Europa.
Nel momento in cui le Borse americane, ritoccati i massimi, potrebbero prendersi una pausa per ricaricarsi in vista del fine anno, per i listini europei solo la BCE potrà fungere da protezione.
Viceversa assisteremo a un ritracciamento.