Basterebbero 3 semplici mosse per prendere il sole in sicurezza e fare il pieno di vitamina D senza danneggiare pelle, occhi e labbra

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Gran parte della popolazione italiana si trova sotto la soglia minima di vitamina D nel sangue. Questo comporta gravi complicazioni alla salute delle ossa. La vitamina D aiuta il calcio a fissarsi e la carenza può portare a osteoporosi anche in età precoce. Ma non è facile soddisfare il fabbisogno giornaliero visto che le quantità contenute nel cibo non sono assolutamente sufficienti. È necessario garantirsi un minimo di esposizione al sole tutti i giorni, mantenendo sempre le dovute precauzioni.

Nemico pubblico

Secondo i rapporti dell’OMS, le radiazioni ultraviolette causano diverse malattie globali e in special modo tumori specifici. Melanomi e carcinomi sono la causa di più di 60.000 morti ogni anno, nonostante siano patologie che hanno un alto tasso di guarigione se diagnosticate in tempo. I problemi causati dai raggi UVA non si fermano qui, infatti anche i casi di cataratta corticale, escrescenze agli occhi ed herpes alle labbra sono numerosi. Abbiamo estremamente bisogno di sole ma se non manteniamo i comportamenti suggeriti da medici e dermatologi, soddisfare questo bisogno può avere conseguenze tragiche. Eppure basterebbero 3 semplici mosse per evitare tali rischi e assumere la nostra dose di vitamina D in sicurezza.

La prima riguarda il processo di adattamento della pelle, che dobbiamo rispettare prima di sentirci più sicuri. Dobbiamo essere consapevoli che la quantità necessaria per ottenere il fabbisogno richiesto la abbiamo già con una esposizione veramente minima, che niente ha a che fare con abbronzature o bagni di sole. Quindi è sconsigliato stare esposti per troppo tempo e soprattutto nelle ore più calde. Anche stare all’ombra e proteggerci può farci comunque beneficiare dei raggi che filtrano e che colpiscono la pelle. Indossare cappelli e occhiali protettivi aiuta sia gli occhi che le labbra.

Basterebbero 3 semplici mosse per prendere il sole in sicurezza e fare il pieno di vitamina D senza danneggiare pelle, occhi e labbra

Nessuna crema solare può proteggerci al 100% dalle radiazioni ultraviolette. Questo è ciò che dicono molti medici. Non utilizzarle però è un errore che dobbiamo assolutamente evitare. La normativa europea negli ultimi anni è diventata rigorosa in materia e per questo sono state introdotte delle scale fisse di filtri, in modo che il consumatore possa essere correttamente informato. Il fattore di protezione o SPF ci dice il tipo di schermo che garantisce la crema contro raggi UVB e UVA. I primi creano scottature e arrossamenti, i secondi entrano in profondità e potrebbero portare melanomi e carcinomi. Sono molti gli studi che cercano di capire il reale rapporto tra l’esposizione e la comparsa delle patologie.

Dobbiamo inoltre fare attenzione alle convinzioni sbagliate che potrebbero portarci fuori strada. Acquistare un prodotto con protezione +50 non significa rinunciare ad abbronzarci. Questi valori sono calcolati tenendo in considerazione 2 mg di prodotto per 2 cm di pelle. Quindi la protezione alta deve sempre essere utilizzata. Dobbiamo evitare di prendere un abbaglio e scegliere il prodotto giusto, così da evitare che lo scotto da pagare sia esagerato.

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