Banche sotto pressione a Piazza Affari. Perché?

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Oggi le banche sono sotto pressione a Piazza Affari. Per quale motivo?

Banche sotto pressione a Piazza Affari. Perché?

Partiamo prima di tutto dal caso Carige. Di questa mattina la smentita di Ubi riguardo una possibile fusione con Carige. Si tratta, stando a quanto reso noto dai vertici Ubi, di una notizia “ assolutamente destituita di fondamento” mentre resta ferma la chiusura anche verso Apollo. Sempre più probabile, dunque, che sia il Fondo interbancario (Fitd) a rappresentare un’ultima ancora di salvezza. Sembrerebbe, però, che Apollo non si sia dato per vinto e abbia avanzato un’altra proposta. Non da escludere nemmeno una ricapitalizzazione preventiva sebbene la cifra orientativa si aggiri sui 630 milioni di euro e lo schema volontario del Fitd non vada oltre i 320 milioni sotto forma di un bond convertibile in azioni.

Bancari: il legame con la politica

Ma allargando la visuale all’intero sistema bancario italiano è innegabile che la prima delle paure resta un rialzo repentino dello spread. A sua volta causato dalle sempre più forti tensioni all’interno del governo. L’estate, infatti, non placa gli animi, anzi, sembra addirittura esacerbarli. In primo piano la flat tax e la manovra finanziaria mentre l’Europa attende ancora i fatti. A poco serve l’ottimismo del ministro dell’economia Giovanni Tria che vede i margini per evitare la procedura di infrazione da parte dell’Ue. Una fragilità, quella della politica italiana, che se da un lato vede i due vice primi ministri collaborare, dall’altro non può fare a meno di evidenziare che si tratta di una collaborazione sempre più forzata e diffidente. Anche per questo lo spread sale (253,4 punti) e la borsa scende (-0,6% qualche minuto prima delle ore 13.

L’avviso della Bce

L’intero sistema bancario europeo deve aumentare la profittabilità per riuscire ad essere più stabile. A dirlo è il vice presidente della Bce, Luis De Guindos. Un paradosso se si pensa che le prospettive della politica delle banche centrali è proprio quella di limare i tassi di interesse e, in ultima analisi, anche il margine di guadagno delle stesse banche. II che potrebbe spingere gli istituti ad aumentare i livelli di rischio, il tutto a discapito dei propri clienti e, più in generale, del sistema economico europeo, sistema bancocentrico per eccellenza. Come uscirne? Attraverso la riduzione dei costi ma anche trovando nuovi canali di finanziamento.

Alla fine della fiera il risultato di tutte queste correnti si può ben vedere sul mercato di oggi. Poco dopo le 12.30 Ubi segna un passivo dell’1,53%, Unicredit a -0,86%, Intesa Sanpaolo -0,3%, Banca Mediolanum -1,55%, Banco Bpm a -0,3%, Bper -1,7%

Approfondimento

Raccomandazioni e Schede tecniche dei titoli bancari italiani citati nell’articolo