Baby food come fidelizzare i piccoli consumatori

baby food

Il baby food promette ricavi sicuri. L’affermazione sembra improntata ad un ottimismo oppiaceo alla luce di un tasso di natalità fra i più bassi d’Europa. Il netto calo demografico e il crescente invecchiamento della popolazione non lasciano forse presagire il contrario. A confermare questa tendenza negativa interviene anche il calo registrato nella vendita dei prodotti alimentari destinati all’infanzia. Nel 2019 i dati descrivono perdite pari a 28 milioni di euro cui corrispondono riduzione dei volumi di 2.266 tonnellate.

Il baby food per il “piccolo imperatore”

Il baby food resta il cardine su cui imperniare i futuri investimenti. Imponenti eserciti stanno avanzando in direzione di prodotti innovativi in grado di creare abitudini alimentari a lungo termine. Fabrizio Gavelli rappresentante di Danone Specialized Nutrition South Europe, gode di una vista privilegiata sui prodotti di Mellin, Aptamil e Nutricia. Dall’alto della sua visuale spiega il ricorso alla metafora del piccolo imperatore per esplicitare gli orientamenti delle aziende dedite al baby food. Il piccolo imperatore fruitore dell’industria alimentare matura abitudini alimentari se esposto con frequenza ad un determinato stimolo. Sperimenta tramite il gusto nuovi sapori e accorda preferenza ad alcuni di essi, scartandone altri. Le imprese impegnate nella produzione del baby food mirano a catturare e orientare le scelte alimentari dei bambini. Una volta che Sua maestà il bambino avrà maturato determinate abitudini difficilmente le abbandonerà per acquisirne di nuove.

La fidelizzazione nel settore

L’industria del baby food incontra le esigenze degli attuali genitori nella misura in cui li rifornisce di prodotti rispondenti ad aspettative sempre più elevate. La cura nella scelta degli ingredienti paga in termini di ricavi soprattutto al lungo termine. Si consideri il caso delle pouches, ovvero delle puree di frutta simili agli omogeneizzati che hanno conquistato una fetta importante di mercato. L’incremento delle vendite pari al 49,5% nel corso del 2019 descrive il fenomeno della fidelizzazione del baby food. Un prodotto alimentare come l’omogeneizzato viene offerto al cucciolo d’uomo nei primi mesi di vita. Lo stesso prodotto, in piccole confezioni da riporre in uno zainetto, accompagnerà la sua crescita e lo seguirà nel tempo come pratico snack per una pausa. L’industria del baby food instaura così un rapporto di fiducia con il consumatore che parte dai primi vagiti e lo accompagna per un lungo viaggio.

Approfondimento

La rivoluzione dei flat food