Azionario verso nuovi record: i titoli su cui puntare

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Gli analisti guardano con fiducia ai mercati: presto potrebbero arrivare nuovi record sull’azionario.

La view di BofA

I mercati statunitensi hanno registrato il miglior primo trimestre degli ultimi 5 anni. Recentemente Bank of America si è detta ottimista sul mercato azionario statunitense. Secondo la sua view non è da escludere che gli attuali 2.900 punti dell’S&P 500 arrivino a 3mila già in estate. Ebbene c’è chi è andato anche oltre. Gli esperti di FactSet parlano di 3.097 (+7%) da qui a 12 mesi. Tra i titoli più interessanti sono da evidenziare Nektar Therapeutics (NASDAQ:NKTR) società di biofarmaceutica, con un rialzo del 110% entro la fine dell’anno. Ma l’ottimismo riguarda anche nomi come Abiomed (NASDAQ:ABMD) (impianti biomedicali) e Diamondback Energy (NASDAQ:FANG)(società petrolifera).

La view sull’oro di UBS

In tema di previsioni arriva anche il report di UBS. Ma non sull’azionario, bensì sull’oro. Il metallo giallo è stato al centro di un rally molto interessante che lo ha recentemente portato oltre quota 1.300 dollari. Ma la corsa, stando a quanto sottolineato da UBS, potrebbe essere alla fine. Un condizionale d’obbligo visto che, in realtà, si parla di un atteggiamento attendista da parte degli investitori. I fattori che ne hanno determinato la corsa si stanno affievolendo. In particolare la Brexit che, con le ultime notizie sulle nuove date fissate (31 ottobre) potrebbe vedere nuovi, clamorosi, sviluppi.

Cosa significa questo?

Che con altri sei mesi davanti la premier inglese Theresa May potrebbe riuscire a trovare, finalmente, un accordo con l’opposizione. Ma allo stesso tempo rischierebbe di trovarsi contro il suo stesso partito con il rischio di essere disarcionata. Londra dovrebbe affrontare così nuove elezioni, con tutte le incertezze che si avrebbero sui mercati. A tutto vantaggio dell’oro. Ma in sei mesi si potrebbe anche riuscire a trovare la quadratura del cerchio, uscire dall’Unione prima delle elezioni europee e perciò risolvere nei migliori dei modi l’enigma.

Le banche centrali

Ma in questo caso il problema sarebbe per l’oro: le sicurezze sui mercati non aiutano le quotazioni del metallo giallo. Ad ogni modo la Brexit è solo una delle tante variabili. Altro punto interrogativo sono gli eterni colloqui tra Usa e Cina sulla questione dei dazi. Chi compra a man bassa oro sono le banche centrali. Numeri alla mano si parla di qualcosa come 117 tonnellate d’oro (650 in tutto il 2018) con Russia e Cina ai primi posti, seguite da Turchia e India.