La preoccupazione di moltissimi lavoratori è di arrivare alla pensione e ritrovarsi un assegno mensile non sufficiente per vivere.
Il timore è che l’importo della pensione non basti per tutte le spese che si dovranno affrontare durante la vecchiaia.
Dall’ultimo Rapporto sul Bilancio del Sistema Previdenziale italiano del Centro Studi e Ricerche di Itinerari Previdenziali è emerso che nel nostro Paese sono circa 16 milioni i pensionati.
Circa la metà dei pensionati è totalmente o parzialmente assistita dallo Stato. Il 36,3% dei pensionati può contare su un assegno al di sotto dei 1.000 euro lordi. Il 12,2% non supera nemmeno i 500 euro.
Ma al di là dei rapporti e delle statistiche che vanno sempre letti nella loro totalità, il timore degli italiani resta sempre lo stesso.
Ossia la paura di non farcela con la sola pensione.
Aumentare l’importo della pensione si può? Quali sono, allora, i sistemi per aumentarla? Ecco come è possibile.
La ricongiunzione dei contributi
Ad oggi, circa il 70% delle pensioni è al di sotto dei 1.000 euro. Un importo questo che per molti pensionati rappresenta una difficoltà oggettiva ad arrivare a fine mese.
Le possibilità per aumentare l’importo della pensione futura esistono e sono diverse. E’ necessario conoscerle perché non tutte le strade sono percorribili se non a determinate condizioni.
Il primo consiglio è quello di collegarsi al sito dell’Inps e grazie al calcolatore “la mia pensione” controllare a quanto ammonterà la propria pensione.
Una volta accertata la necessità o meno di aumentare la pensione futura, vediamo come fare.
In un precedente articolo abbiamo spiegato perché conviene ricongiungere i contributi e quanto costa.
La ricongiunzione dei contributi, infatti, è uno dei sistemi grazie ai quali si può aumentare l’assegno.
Si possono trasferire e riunire sotto un’unica gestione i contributi versarti al fine di ottenere un’unica pensione e solitamente anche di un importo maggiore.
Gli altri sistemi per aumentare la pensione
Tra i diversi sistemi previsti per aumentare la pensione anche:
-il cumulo dei contributi
-il riscatto dei contributi
-la pensione complementare
-riprendere a lavorare dopo la pensione
-l’accredito dei contributi figurativi
Il cumulo dei contributi
Con il cumulo è possibile riunire in un’unica cassa i contributi versati in gestioni differenti. A differenza della ricongiunzione, ogni gestione pagherà indipendentemente la propria quota.
Il riscatto dei contributi
Con il riscatto il lavoratore può versare volontariamente i contributi che a suo tempo non sono stati versati aumentando l’importo della pensione. E anticipando la maturazione dei requisiti.
La pensione complementare
La pensione complementare è una pensione privata. Viene riconosciuta al lavoratore che durante gli anni di lavoro ha versato dei contributi integrativi ad un fondo privato.
Riprendere a lavorare dopo la pensione
Ad eccezione che per Quota 100, la legge consente al pensionato di riprendere a lavorare anche dopo il collocamento in quiescenza.
Pertanto, si potrebbero cumulare il reddito da pensione con il reddito da lavoro.
I contributi figurativi
I contributi figurativi sono quelli di cui il lavoratore ha diritto, ma che non sono stati versati d’ufficio in determinati periodi della sua vita.
Questi contributi riguardano ad esempio la disoccupazione ordinaria, la cassa integrazione, malattia e infortunio, congedi parentali ecc..
Pertanto, è possibile aumentare l’assegno di pensione scegliendo tra i diversi sistemi di cui sopra.
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