Tutti abbiamo impegni, cose da sbrigare e il tempo necessario a realizzarli sembra non bastare mai. Vero è che i primi “vampiri” del nostro tempo siamo noi. La questione della gestione del tempo, infatti, più che la capacità organizzativa, riguarda l’aspetto psicologico.
Facciamo riferimento cioè alle emozioni, spesso negative, che ci scatenano frustrazioni e noia, quando dobbiamo occuparci di questioni importanti o urgenti. Ci riferiamo, inoltre, anche alla gestione del nostro livello di attenzione, di energia, alla disciplina di arginare inutili distrazioni.
Soltanto nel momento in cui questi passaggi mentali diventeranno più chiari, saremo in grado di individuare un metodo che ci aiuti a tenerli sotto controllo, liberando e organizzando meglio il tempo.
Attenzione perché osservare questa regola conta per tutti sia sul posto di lavoro sia nella vita privata
Questa regola che conta davvero per tutti, in vari campi della nostra vita, riguarda il detto “tanto tempo avremo, tanto tempo sprecheremo”. Si tratta della cosiddetta legge di Parkinson, secondo cui il lavoro da fare si espande fino a occupare tutto il tempo disponibile.
Tra l’altro, maggiore è il tempo a nostra disposizione, maggiormente impegnativo ci sembrerà il lavoro, anche se di fatto non lo è. Esso diventerà anche più difficile, ci concentreremo, cioè, più su dettagli insignificanti che sugli aspetti essenziali. I risultati a cui tenderemo saranno, pertanto, inefficienti e avremmo accumulato stress, ansia e sensi di colpa.
L’aspetto interessante di questa famosa legge, estremamente vera e sperimentabile a nostro svantaggio ogni giorno, è che possiamo svolgerla e intenderla anche in un altro senso, molto più utile. Ed è questo significato sottinteso della regola che dobbiamo osservare con premura e attenzione.
Se ci diamo dei tempi prestabiliti, ossia delle scadenze, saremo più motivati a rimanere focalizzati sul raggiungimento dei nostri obiettivi. Fissare un termine temporale dà ai compiti da realizzare un valore in più e ci aiuta a riordinarli per priorità. Se ci stimoliamo, infine, a suddividere questi compiti in sotto-compiti, con scadenze progressive che si avvicinano a quelle definitive e improrogabili, avremo imparato una buona strategia per sfuggire alla legge di Parkinson. Potremmo, dunque, girarla a nostro favore.
Per questi motivi bisogna fare attenzione, perché osservare questa regola conta per tutti sia sul posto di lavoro sia nella vita privata. Tutto questo non deve farci entrare, però, in una spirale di produttività ossessiva, sempre tesa alla performance, tipica della nostra società. Dobbiamo ritagliarci del tempo per rilassarci e rigenerarci. Fondamentale è, infatti, prendersi delle pause, come camminare nella natura o ascoltare della musica e ricaricarsi, è al pari dei momenti dedicati al lavoro o agli impegni.