Se è vero che il Mondo del web e della messaggistica istantanea hanno apportato grandi vantaggi, talvolta celano delle insidie. Per alcuni, i servizi telematici di home banking o di pagamento rapido attraverso note piattaforme di pagamento online sono una soluzione comoda e veloce. In molti finalmente hanno la possibilità di non andare in banca per avere notizie sul proprio o conto e fare acquisti da casa semplicemente con un click inserendo i propri dati. Tuttavia, è la stessa Polizia Postale a lanciare l’allarme di una pratica tanto diffusa quanto pericolosa e che sempre più si diffonde.
Di cosa si tratta?
Se già dai primi anni 2000 andavano fortissimo le attività fraudolente mediante Phishing, ossia le truffe email, oggi queste sono evolute. Stiamo parlando di Smishing, ossia il Phishing attraverso SMS. Attraverso questi messaggi i truffatori tentano di rubare i dati personali, come le credenziali bancarie o il PIN. Attenzione perché basterebbero semplicemente questi messaggi truffa per rubarci i risparmi di una vita cliccando sui link in evidenza. Questi rimandano a delle pagine clone della banca in cui vengono richiesti i dati come il codice di sicurezza dietro la carta di credito. In altri riconducono a messaggi di vincite o restituzioni di somme di denaro attraverso assegni o consegne di pacchi che dovremo pagare.
Attenzione perché basterebbero semplicemente questi messaggi truffa per rubarci i risparmi di una vita
Numerosi sono stati i casi di persone che in totale buona fede hanno fornito i dati perché allarmati dai toni aggressivi del messaggio. Di recente, ad esempio, potrebbe essere arrivato un messaggio truffa da parte di BCC che avrebbe sospeso l’utenza da riattivare attraverso il link fornito.
Come suggerito dallo stesso Istituto di Credito Cooperativo, non aprire il link e contattare il servizio clienti per informazioni.
Allo stesso modo, sempre a titolo di esempio, potremmo ricevere un messaggio da UPS per la comunicazione urgente della consegna di un pacco. Per ritirare l’inaspettata consegna, ci sarà fornito un modulo per pagare anticipatamente quello che letteralmente si rivelerà un “pacco”.
A cosa fare attenzione?
Dubitare sempre di messaggi dal tono allarmistico e provenienti da numeri sconosciuti. Una banca non chiederebbe mai né la conferma dei dati attraverso messaggio o mail né tantomeno lo farebbe in modo aggressivo. Attenzione, poi, a come vengono scritti i messaggi che solitamente presentano errori di ortografia e punteggiatura. Infine, verificare sempre che le pagine in cui inseriamo i dati siano verificate, confrontando ad esempio la ragione sociale presente nel sito.
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