Attenzione alle applicazioni che scarichiamo sullo smartphone perché hanno accesso al microfono

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Lo smartphone ormai è diventato il centro delle nostre attività. Con lo smartphone possiamo pagare, navigare in rete, guardare i social, ci arrivano le notifiche della banca e ci serve anche per accedere alla Pubblica Amministrazione. Senza smartphone, oggi, l’essere umano sarebbe perso. Strumento tanto utile quanto pericoloso, infatti dobbiamo fare attenzione alle applicazioni che scarichiamo sullo smartphone perché hanno accesso al microfono. E questo sicuramente non ci rende affatto sicuri.

Le varie pubblicità profilate

Le pubblicità che ci capitano online non sono casuali. Non è come passeggiare per la città e vedere prima il cartellone pubblicitario di un brand che non ci interessa e dopo quello di un altro che ci interessa ancora meno. Online le pubblicità sono mirate. Sono mirate perché sanno quali sono i nostri interessi, i nostri gusti, sanno cosa abbiamo cercato in rete e sanno che posti frequentiamo, dato che il GPS è attivo. E dato che con lo smartphone facciamo tutto, e postiamo molto sui social network, ricostruire piano piano la nostra vita non è difficile. Arriva però una nuova indagine da parte del Garante della Privacy sui microfoni degli smartphone.

Attenzione alle applicazioni che scarichiamo sullo smartphone perché hanno accesso al microfono

In realtà già si sapeva o comunque lo si intuiva. Quando un’applicazione ci chiede di avere accesso al microfono e di acconsentire, sicuramente sotto c’è qualcosa. E infatti il Garante per la Privacy ha avviato un’indagine. Questo a seguito di un servizio in televisione e la segnalazione di alcune persone, le quali hanno dichiarato che basta dire alcune parole riguardo i propri interessi che poi si troveranno le pubblicità online legate alle tematiche affrontate. Non molto rassicurante come cosa. Il Garante ha avviato un’istruttoria, con il supporto del Nucleo speciale privacy e frodi tecnologiche della Guardia di Finanza, che prevede l’analisi di alcune applicazioni. Questa analisi dovrà verificare che gli utenti sono stati ben informati, che la comunicazione è diretta e semplice da capire. Insomma questa indagine verte a capire se l’utente è stato in grado di fare delle scelte libere e consapevoli.

Ormai non solo le aziende riescono a vedere i nostri gusti tramite le ricerche online, ma anche semplicemente ascoltandoci. Chissà un domani cosa altro potrebbe accadere, dato che il mondo della tecnologia può fare ancora tantissimi passi in avanti. E da una parte si apprezza questo progresso tecnologico, dall’altra un pochino lo si teme.

Approfondimento

Dal 1 ottobre per accedere ai servizi online della Pubblica amministrazione serviranno solo questi 3 strumenti

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