Se siete diventati eredi di un parente un po’ spendaccione, che in famiglia era noto per avere debiti avete adesso paura di doverne rispondere. Vi sarete tranquillizzati sentendo parlare dell’accettazione con beneficio di inventario, in modo che i debiti del parente non incidano sul vostro patrimonio. Tutto vero, ma noi vogliamo spingervi a fare attenzione all’accettazione tacita dell’eredità piena di debiti. Infatti se compiete uno di questi atti vi ritroverete eredi completi, senza lo scudo del beneficio di inventario.
Ed in questo caso, purtroppo, risponderete di tutti i debiti del vostro parente.
Vi elenchiamo gli atti cui fare attenzione.
a)Non proponete azioni per tutelare la proprietà di beni compresi nell’eredità e nemmeno azioni con cui reclamare la mancata disponibilità di un bene ereditario. Infatti se rivendicate la disponibilità o la proprietà di un bene si suppone che siate qualcosa di più di un semplice chiamato all’eredità. In pratica vi state comportando come un erede che intende accettare il lascito. Altrimenti perché rivendichereste un bene ereditario?
Attenzione all’accettazione tacita dell’eredità piena di debiti
b)Non promuovete azioni per la divisione di un bene ereditario, per esempio di un immobile. Il motivo è lo stesso di cui sopra. Che interesse posso avere ad ottenere la divisione, per esempio di una grossa villa, se non intendo accettare la mia quota di eredità? Anche in questo caso verrei considerato erede a tutti gli effetti.
c)Non versate sul conto corrente del defunto un assegno che il defunto stesso avesse ricevuto come saldo di una somma che gli spettasse. La giurisprudenza infatti ritiene che il chiamato all’eredità possa compiere solo atti conservativi del patrimonio ereditario, ma non atti che possano comportarne un incremento. Incassare un assegno senz’altro comporta l’aumento del saldo del conto corrente. E vi farebbe apparire come eredi a tutto tondo.
Peraltro, in merito a questo ultimo esempio, rileviamo anche che con la morte del vostro parente la controparte è liberata dall’adempimento perché non esiste più il soggetto titolato a ricevere il pagamento. A meno che l’eredità non venga accettata dai chiamati. In questo caso gli eredi diventano titolari di tutti i diritti che prima erano del defunto.
Anche questo dimostra che incassare un assegno è un atto dispositivo che può essere compiuto solo da un erede, e non da un semplice chiamato all’eredità.