Attenzione a questi 2 livelli che ingabbiano Piazza Affari e a questo titolo che può schizzare verso nuovi record

stagflazione

Sui mercati azionari europei aleggia uno spettro, quello della stagflazione. Questo timore ieri e nelle ultime sedute ha frenato gli operatori negli acquisti e probabilmente questo fattore inciderà pesantemente anche nelle prossime sedute. Ieri Piazza Affari è stata l’unica tra i maggiori listini UE a terminare in rialzo. Le performance dei titoli dell’energia e di CNH, in forte recupero dai minimi del 7 marzo, hanno spinto i prezzi del Ftse Mib che tuttavia rimane ingabbiato in un rettangolo. Ecco cosa potrebbe accadere nella seduta di oggi.

La stagflazione è uno degli scenari peggiori per un’economia. In questa situazione i prezzi salgono e la crescita stagna, o peggio, c’è recessione. Per le Banche centrali combattere una situazione di stagflazione è complicato, ecco perché i mercati la temono. Ed ecco perché ieri la presidente della BCE Christine Lagarde, ha cercato di rassicurare gli operatori finanziari. Secondo la BCE anche nel peggiore degli scenari comunque l’economia europea quest’anno crescerà del 2,3%. Il rischio della stagflazione per il 2022 è scongiurato.

Tuttavia i mercati non sembrano molto convinti e ieri hanno terminato la prima seduta della settimana con cali attorno al mezzo punto percentuale. Solo Piazza Affari e Londra, che da qualche tempo fa corsa a sé, hanno chiuso in rialzo.

Attenzione a questi 2 livelli che ingabbiano Piazza Affari e a questo titolo che può schizzare verso nuovi record

L’avvio incerto della Borsa di Wall Street ha condizionato la chiusura di ieri delle Borse europee. Ma se la stagflazione minaccia l’economia UE, quella USA non corre questo pericolo. Infatti la Borsa USA la scorsa settimana ha realizzato 4 sedute consecutive al rialzo. È interessante notare come l’S&P500 abbia superato le quotazioni del 24 febbraio giorno dello scoppio della guerra. Invece questo non è accaduto per la maggior parte dei listini europei e per l’Euro Stoxx 50.

Ieri Piazza Affari ha comunque chiuso in rialzo dello 0,3%. La Borsa di Milano ha approfittato della buona performance di due blue chip, Tenaris e CNH, ma anche della buona impostazione dei titoli dell’energia.

CNH in tre settimane è salita di quasi il 30%. L’azione è passata dal minimo del 7 marzo a 11,48 euro, ai 14,63 euro della chiusura di ieri. Il titolo a dicembre ha toccato un massimo storico a 17,39 euro e i prezzi nelle prossime settimane potrebbe salire nuovamente a questo livello. Il superamento dei 15 euro aprirebbe la strada verso il probabile raggiungimento di questo target, lontano poco più del 15%. Solo il ritorno dei prezzi sotto 13,5 euro potrebbe interrompere l’attuale corsa rialzista.

Il Ftse Mib (INDEX:FTSEMIB)  è sempre alle prese con la resistenza a 24.500 punti e con il supporto a 23.700 punti. Anche oggi occorre fare attenzione a questi 2 livelli. Ieri i prezzi dopo un primo tentativo di attacco a 24.500 punti, sono stati respinti. Oggi il superamento di questa quota potrebbe spingere l’indice maggiore di Piazza Affari a 24.700/24.800 punti. Al ribasso i prezzi devono rimanere sopra i 23.700 punti per mantenere l’attuale impostazione rialzista di breve periodo.

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