Attenzione a quando cammini in casa perché potresti avere dei problemi

Camminare con tacchi in casa

Quante volte, mentre cerchiamo di dormire o stiamo già dormendo, avvertiamo un rumore insopportabile di tacchi, proveniente dall’appartamento posto al piano di sopra? Insomma, una vera e propria molestia che, soprattutto se ripetuta, diventa un motivo di disagio per la nostra tranquillità e soprattutto per il nostro riposo.

Ebbene, in questo articolo, illustreremo i rimedi legali esperibili per porre fine a questa forma di tortura cui il condomino sovrastante ci sottopone. Non possiamo, infatti, essere obbligati a sopportare.

Quindi, dal lato di chi pone in essere queste azioni irrispettose, il consiglio è: “attenzione a quando cammini in casa perché potresti avere dei problemi!”. Non a caso, un sondaggio di Confedilizia, associazione di proprietari di immobili, in occasione della Festa del condominio, ha inviato circa 250 questionari ai predetti. Dallo stesso è emerso che il principale incubo dei condomini è il rumore di tacchi o, comunque, di calzature fastidiose.

Cosa stabilisce la legge con riguardo ai rumori molesti

Anzitutto, è importante chiarire che talune regole che prescrivono comportamenti da osservare per il vivere civile, mantenendo buoni rapporti di vicinato, è il Regolamento condominiale. Esso può stabilire delle limitazioni alla produzione di siffatti rumori molesti. Tuttavia, in carenza di esso, può essere richiamato, all’uopo, il codice civile. Quest’ultimo, all’art. 844, prescrive che le immissioni sono consentite soltanto nei limiti della normale tollerabilità.

Superata la medesima, è possibile fare ricorso al giudice. Quest’ultimo stabilirà, anche a mezzo della nomina di un CTU, quando, in relazione al caso concreto, la normale tollerabilità sia stata superata. Il consulente, anche di parte, a mezzo di registrazioni fonometriche, potrà determinare l’esatta intensità dei rumori per accertare se sia o meno superato il limite predetto. In caso positivo, ne deriva la possibilità di ottenere il risarcimento del danno morale.

Quali caratteristiche deve avere il rumore per essere considerato intollerabile

Ma a questo punto, ci si chiede: “quali caratteristiche deve avere il rumore per essere considerato intollerabile?” Ebbene, per poter agire è necessario che il rumore superi almeno di tre decibel il limite consentito. Questo, per le case comuni, è pari a 40 dB di notte e di 50 dB di giorno (corrispondente al rumore di una conversazione). A ciò aggiungasi che, accanto alle conseguenze di carattere civile, che si avranno qualora il danneggiato intentasse una causa, possono ricorrere anche delle conseguenze penali. Infatti, l’art. 659 del codice penale punisce chiunque con schiamazzi o rumori disturba i vicini. In tal caso, si rischia una pena fino a tre mesi di carcere ed, in più, un’ammenda.

Qualora, quindi, si volesse far ricorso alla querela, questa va fatta alle Forze dell’Ordine, che potrebbero accertare la molestia a mezzo di sopralluoghi a sorpresa. In conclusione, considerate le conseguenze penali e civili che potrebbero scaturire dalla produzione di rumori molesti a danno di altri, è sempre opportuno fare attenzione a quando cammini in casa perché potresti avere dei problemi!

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