In precedenti articoli, ho descritto degli indicatori di forza relativa, per definire una possibile asset allocation.
Ma come attribuire un punteggio ad ogni asset class?
Su una piattaforma di analisi tecnica, come quella offerta da prorealtime o tradingview, è sufficiente usare più indicatori di forza relativa contemporaneamente, e settare, su ognuno di questi, una media mobile a 60 mesi.
Poi occorre vedere, per ogni indicatore, se la forza relativa sia superiore o inferiore alla media mobile.
Occorre quindi contare quanti indicatori hanno forza relativa inferiore alla media a 60 mesi, ed aggiungere il numero 1 a tale dato.
Questa sarà la posizione assunta dall’asset esaminato.
ESEMPIO: intendo costruire un portafoglio comprensivo di 4 asset: S&P 500, bund, oro, btp.
Per ogni asset class applico 3 indicatori di forza relativa, ognuno in riferimento ad ognuno degli altri asset.
Se in ipotesi la forza relativa dell’asset esaminato è superiore alla media mobile su tutti e 3 gli indicatori, quell’asset assumerà la prima posizione in classifica.
Se viceversa la forza relativa fosse sempre inferiore in ognuno dei 3 indicatori, allora il nostro asset sarebbe al quarto posto, in ultima posizione.
Applicando questi criteri, sto notando che, se i valori di chiusura mensile fossero quelli attuali, allora potremmo andare incontro ad una modifica dell’attuale asset allocation, che ha sinora privilegiato l’azionario a stelle e strisce.
Un primo fondamentale cambiamento di posizione risulta anche solo confrontando lo S&P 500 nella sua forza relativa rispetto all’oro.
Di seguito il relativo grafico di lungo termine a barre mensili:
Possiamo agevolmente notare che i passaggi dell’indicatore di forza relativa S&P 500/ ORO, sopra o sotto la propria media mobile a 60 periodi, sono rari.
Una volta intervenuto tale passaggio, il ciclo negativo dura mediamente diversi anni.
Con le frecce i precedenti passaggi e sulla destra l’attuale passaggio in negativo.
Possibili variazioni di portafoglio?
Questa indicazione, confermata in chiusura mensile, prospetterebbe un lungo ciclo di forza relativa ribassista sull’azionario americano.
Pertanto, in una asset allocation che comprenda solo azionario USA ed oro, bisognerebbe liquidare le posizioni su azionario ed andare long di lungo sull’oro.
Ma possiamo analizzare asset allocation più articolate, inserendo anche bund e btp, ad esempio.
Di seguito il grafico dello S&P 500 con i 3 indicatori di forza relativa, cioè tra S&P 500 e: oro, bund, btp.
Applicando il metodo visto all’inizio otteniamo che la media mobile a 60 mesi è superiore su un solo indicatore, quello relativo all’oro, mentre la forza relativa è superiore negli altri due.
Quindi 1 (numero di indicatori di forza relativa in cui questa è inferiore alla media a 60) + 1 = 2.
Di qui otteniamo che lo S&P 500 è al secondo posto.
Salto i grafici relativi alle altre 3 asset class e veniamo subito ai risultati per ognuno dei 4 asset.
Oro: prima posizione, in quanto in tutti gli indicatori di forza relativa, questa è superiore alla media mobile.
S&P 500: seconda posizione, in quanto l’oro è passato davanti, e quindi su un indicatore abbiamo media mobile superiore alla forza relativa, cui aggiungendo il numero 1, abbiamo 2.
Bund: terza posizione, in quanto su due indicatori la media è superiore, e quindi aggiungendo 1 otteniamo 3.
Btp: anche qui, terza posizione, per gli identici motivi visti per il Bubd.
Da osservare che talora due o più assetclass possono assumere identica posizione, ad esempio come in questo caso, btp e bund terzi, diciamo a pari merito.
Asset allocation ideale
Un’ideale asset allocation, fatto 100 il capitale da investire, potrebbe quindi essere suddiviso come segue:
nella precedente asset class potevamo avere:
50 per cento su azionario USA
20 su oro
15 per cento ciascuno per bund e btp.
Ora potrebbe cambiare come segue:
diminuiamo asset class su azionario, portandolo al 35 per cento.
Incrementiamo su oro, portandolo al 35 per cento.
Manteniamo percentuali su bund e btp.
A cura di Gian Piero Turletti, autore di “Magic Box” e “PLT
Approfondimento
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