Apple e Samsung multate …segnale di pericolo per i titoli o alert da ignorare? Come comportarsi?
L’antitrust italiana nei giorni scorsi ha comminato rispettivamente 10 e 5 milioni di muta ad Apple e Samsung per”pratiche commerciali scorrette […] in relazione al rilascio di alcuni aggiornamenti del firmware dei cellulari che hanno provocato gravi disfunzioni e ridotto in modo significativo le prestazioni, in tal modo accelerando il processo di sostituzione degli stessi”.
I due colossi, per la verità da sempre applicano strategie di quella fastidiosa pratica che viene chiamata obsolescenza programmata.
Di fatto sempre più spesso arrivano aggiornamenti che una volta effettuati rendono progressivamente inutilizzabile il telefono , sia in quanto tale sia per le applicazioni scaricate, spesso anche quelle a pagamento.
Un meccanismo studiato ad arte che costringe di fatto i consumatori a programmare un acquisto di una versione più aggiornata.
Ora le associazioni dei consumatori che hanno ottenuto soddisfazione stanno pensando a una vera e propria classaction contro Apple e Samsung.
Solo Samsung ha protestato pubblicamente la propria “innocenza”.
Parrebbe una vicenda circoscritta, anche la classactionsembra destinata al massimo a raccogliere quelle che per i due colossi sono comunque briciole.
Quello su cui Apple e Samsung debbono invece interrogarsi è se dietro questo malessere dei consumatori non possa nascondersi un disamoramento in corso rispetto all’uso degli smart-phone passati da semplice telefono a strumento di lavoro e passatempo fino a status symbol per milioni di persone.
La domanda che debbono porsiè quanto la parte accessoria è veramente indispensabile quanto invece lo è eventualmente l’utilizzo come mero telefono? Le centinaia di App passate da essere must al declino e poi alla scomparsa forniscono una prima parziale risposta.
Se ci pensiamo bene nessun altro mezzo elettronico soggiace a queste dinamiche di consumismo obbligato. Qualcosa del genere capita ogni tot per le TV ma tramite decreti legislativi che pongono fine a una determinata tipologia di segnale.
Nulla di comunque paragonabile allo stress degli smart-phone Samsung e soprattutto Apple che ormai ogni anno rendono inutilizzabile il modello di tre ma anche due anni prima.
Ho incontrato direttamente appassionati Apple che fecero la coda per il primo Iphone che ora sono passati a sconosciuti e duraturi marchi orientali, oltretutto molto più economici nel prezzo.
Presto per abbassare stime e rating dei due titoli in borsa? Probabilmente sì. Ma dopo questa sentenza Apple e Samsung debbono avere ben chiaro che nei loro confronti e soprattutto nei confronti dei loro pur acclamati prodotti di telefonia sta montando un malessere diffuso.
E non è tanto della class-actioon che debbono iniziare a preoccuparsi quanto del fatto che da questa fase si passa facilmente a quella successiva del distacco….
Quante volte abbiamo visto prodotti e/o servizi che, diventati di moda, sono parsi indispensabili per poi finire nel dimenticatoio o quasi? Essere diventati un fenomeno di costume , una parte della routine quotidiana, un pezzo “immancabile” dell’avambraccio dà certamente agli smart-phone un vantaggio competitivo rispetto a prodotti techdi vario genere del passato…ma come sono entrate in crisi Twitter e Facebook che sono comunque gratuiti non è detto che lo stress consumistico non abbatta l’affezionamento verso i prodotti Apple e Samsung.