Polonia in ebollizione, monta la tensione con la UE e con la Francia. Il Tribunale costituzionale polacco ha rigettato alcune parti del trattato UE, segnando di fatto un precedente gravissimo, un attacco contro l’Unione. La corte ha avvertito le istituzioni di non agire al di là delle proprie competenze, interferendo con la magistratura polacca. La Polonia e l’UE sono in disaccordo sulle riforme giudiziarie introdotte dal partito di destra Legge e Giustizia (PiS) che secondo Bruxelles minacciano la democrazia della Polonia. Il sistema della giustizia è stato messo sotto il controllo del partito al governo “Diritto e giustizia” del leader Jaroslaw Kaczynski. Mentre a Varsavia si comincia già a parlare di Polexit, la reazione dell’Unione Europea è fermissima. Vediamo cosa è successo con la rRedazione Attualità di ProiezionidiBorsa.
Ursula risponde per le rime
Il primo a rispondere alla sparata del Tribunale costituzionale polacco è stato il presidente del Parlamento Europeo David Sassoli. “Non permetteremo violazioni dei trattati”. Che sono molto chiari: tutte le sentenze della Corte di giustizia europea sono vincolanti per tutte le autorità degli Stati membri, compresi i tribunali nazionali. La replica della Presidente della Commissione Europea Ursula Von der Leyen è stata ancora più secca. Lasciando trasparire una forte irritazione, come quella montata a fronte del razionamento del gas da parte di vari Paesi europei. “Ho incaricato i servizi della Commissione di analizzare a fondo e rapidamente questa sentenza e su questa base decideremo i prossimi passi”.
Alta tensione tra UE e Polonia, che dichiara incompatibili gli articoli del Trattato UE
Il premier polacco Mateusz Morawiecki, per uscire dall’imbarazzo, getta acqua sul fuoco: “Il posto della Polonia è e sarà nella famiglia delle nazioni europee” scrive su Facebook. Aggiungendo che l’adesione al blocco è stata “uno dei momenti salienti degli ultimi decenni” per la Polonia e l’UE. Ma non serve a molto. A Varsavia monta il malcontento e fioriscono i movimenti per la “Polexit”. Il sottosegretario francese agli Affari europei, Clement Beaune alza i toni. “È un fatto molto grave… c’è il rischio di un’uscita di fatto” della Polonia dall’UE, ha affermato in un’intervista all’emittente Bfmtv. “Non voglio l’uscita della Polonia”, ha precisato.
Sassoli: “Saremo totalmente inflessibili”
Alta tensione tra UE e Polonia, che dichiara incompatibili gli articoli del Trattato UE. Il presidente del Parlamento europeo Sassoli non vuole precedenti: “I valori della pace e della libertà contraddistinguono il nostro continente. So che in questo momento alcuni Paesi ci fanno soffrire. Auspichiamo dunque che rivedano le loro posizioni. Ma non possiamo permettere che nessuno dei 27 Paesi membri violi i trattati. Noi saremo totalmente inflessibili” ha concluso intervenendo in video collegamento all’European Youth Event 2021.
La Polonia sembra un altro mondo rispetto all’Unione Europea. Molte multinazionali, per vari motivi, hanno traslocato qui le produzioni di automobili, elettrodomestici, ecc. La decisione della Corte, molto attesa da Bruxelles, potrebbe incidere negativamente sull’avvenire del Recovery Fund per Varsavia. Che è stato subito vincolato al rispetto dello stato di diritto polacco, da tempo indebolito rispetto agli standard europei. “Siamo preoccupati per la situazione “ha detto il commissario UE alla Giustizia Didier Reynders. “La nostra posizione è chiara. La legge dell’UE ha il primato su quella nazionale. Le decisioni della Corte di giustizia dell’UE sono vincolanti. Dunque useremo tutti gli strumenti di cui disponiamo per proteggere questi principi”. Presto si darà un giro di vite ai rubinetti: alla Polonia saranno inviate le prime notifiche, sulla base del meccanismo che condiziona l’erogazione dei fondi del budget Ue.