Perchè alla vacanza non si rinuncia per nessuna ragione? L’atteggiamento positivo nei confronti dell’estate fa tirare un sospiro di sollievo al settore del turismo. Sono giorni decisivi per iniziare a pianificare le vacanze tra luglio e agosto, periodo ideale per viaggiare, per gran parte degli italiani. Secondo un sondaggio fatto dal Centro Studi del Touring Club Italiano alla vacanza non si rinuncia per nessuna ragione al mondo. Il 71% si è espresso favorevolmente a trascorrere un periodo di vacanza. L’altra parte si divide in 23% che forse non andrà in vacanza mentre solo il 6% lo esclude categoricamente. Una quota residuale dunque resterà a casa adducendo come motivazione che non ci sono ancora le condizioni di sicurezza per viaggiare.
Dove si va in vacanza
La community Touring Club è formata prettamente da amanti di viaggi, storicamente il 90% si è concessa una vacanza nel periodo giugno/settembre. Nel 2020 le condizioni sono cambiate e c’è una predisposizione a partire per luglio. Giugno, a quanto pare, sarà dedicato più alle uscite mordi e fuggi per visitare semmai località della propria regione.
I connazionali sono sempre attratti dalle bellezze paesaggistiche dell’Italia e quest’anno il legame si consolida in modo dirompente. Si passa da un solito rapporto 60-40 Italia-estero ad un forte 94% di scelta verso il Belpaese. Solo una parte minoritaria del 6% si sente pronto ad andare oltre i confini.
La mobilità interna
Il comportamento più frequente sarà di visitare durante il periodo estivo mete di altre regioni. Le vacanze non sono state ancora pianificate e molti si ridurranno all’ultimo minuto per scegliere dove andare in vacanza.
L’impatto sulle preferenze degli italiani
Pesa come un macigno il fenomeno dell’overtourism sulle città d’arte che vengono messe da parte dagli italiani. Il mare resta irrinunciabile mentre acquisisce appeal la montagna che da un anno all’altro passa dal 17% delle preferenze al 30% a discapito delle città d’arte. A piccoli passi acquisiscono una fetta di mercato turistico le aree interne con i loro borghi, superando di poco quello delle città d’arte. Alla vacanza non si rinuncia per nessuna ragione ma cercando di frequentare luoghi poco affollati.