Agroalimentare è la prima ricchezza italiana

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Il 2020 sarà ricordato non solo per l’anno bisestile ma anche per gli effetti del coronavirus sull’economia mondiale. L’emergenza ha fatto crollare i fatturati di molti comparti. A fronte di ciò c’è chi resiste: l’agroalimentare è la prima ricchezza italiana e l’unico settore che regge l’urto. Coldiretti ha evidenziato che il settore ha un peso di 538 miliardi e rappresenta la prima ricchezza italiana. Il drammatico impatto della pandemia del Covid-19 ha steso vari comparti protagonisti del Made in Italy: dalla moda alle automobili fino all’arredamento.

Il peso dell’agroalimentare

La filiera agroalimentare ha ottenuto un traguardo così importante perché considerata una realtà allargata che spazia dai campi fino allo scaffale dove viene messo in esposizione il prodotto. 3,8 milioni di persone lavorano nel settore agroalimentare, le aziende agricole presenti sul territorio nazionale sono 740mila. 70mila sono industrie alimentari, 330mila nel segmento della ristorazione e 230mila punti vendita al dettaglio. Dietro questa miriade di attività ci sono le campagne italiane dove stalle, serre e aziende continuano a produrre.

Il boom della filiera agroalimentare è dovuto alla crescita dell’export. Nel 2019 la cifra raggiunta è di 44,6 miliardi. Le esportazioni agroalimentari italiani sono per due terzi diretti verso i Paesi dell’Unione Europea. I tedeschi consumano i maggiore prodotti del Made in Italy. Gli Stati Uniti sono il mercato di riferimento oltre i confini comunitari.

Il valore del cibo

Il cibo durante l’emergenza globale ha acquisito un valore strategico. C’è una maggiore consapevolezza sulle necessarie garanzie di qualità e sicurezza. I controlli sul cibo sono stringenti e l’Italia assicura genuinità del prodotto. L’agroalimentare è la prima ricchezza italiana ma ciò non deve far cullare sugli allori. Bisogna investire ancora di più per superare determinate difficoltà e difendere la sovranità alimentare. L’Italia deve saper reggersi sulle proprie gambe e ridurre la dipendenza dall’estero che non vive di buona salute a causa delle grandi tensioni internazionali.