Addio viaggi all’estero. Le conseguenze del coronavirus sugli spostamenti

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Il Covid-19 sta rimodulando le nostre vite e il nostro modo di esplorare il mondo. Per lungo tempo dovremo dire addio viaggi all’estero. Le conseguenze del coronavirus sugli spostamenti saranno piuttosto ampie e di vasta portata. Se fino a qualche tempo fa i weekend low cost ci spostavano da un capo all’altro d’Europa, oggi l’idea di viaggio subisce delle forti rivalutazioni. Il crescente pericolo di contagio scoraggia fortemente gli spostamenti rendendoli quantomai complicati e quasi inesistenti. Quando ancora potrebbe durare questa dimensione quasi irreale? Quali saranno le conseguenze sul nostro modo di viaggiare?

Le conseguenze sul turismo nazionale e internazionale

C’è chi parla di un ritorno al turismo Anni ’50, un turismo prossimo alla propria residenza che prevede brevi gite fuori porta. Si direbbe un forte contrasto al modo di viaggiare cui ci hanno abituati le compagnie aeree low cost. Dunque, addio viaggi all’estero. Le conseguenze del coronavirus sugli spostamenti prospettano il ritorno ad una antica formula di turismo. Considerando la situazione nazionale, al momento già molti paesi europei hanno disposto delle limitazioni per chi proviene o si muove verso l’Italia. Attualmente, i viaggi per scopi turistici non sono consentiti e gli spostamenti oltre frontiera sono limitati a ragioni lavorative, sanitarie o di estrema necessità. Intanto, la macchina turistica del nostro Belpaese resta a motore spento e in forte sofferenza.

Come avevamo già indicato in un precedente articolo, il turismo, in Italia, rappresenta una importante filiera economica. Basti pensare che circa il 15% dell’occupazione totale in Italia è rappresentata proprio da impiegati in questo settore. Come cambierà il turismo in Italia? Già sono diverse le proposte che giungono dalle associazioni di categoria e dalle regioni. Per il momento, si dovrà dire addio viaggi all’estero. Le conseguenze del coronavirus sugli spostamenti potrebbero vedere una ripresa molto lenta dei soliti spostamenti rapidi e di lunga tratta.

Torneranno a risplendere molte bellezze italiane nascoste?

Molti degli operatori impegnati in questo giro di affari si immaginano una ripresa che richiami il turismo stile Anni ’50. Si parla di un turismo di prossimità, di un turismo che ritorni all’esplorazione di posti vicini alla propria residenza e alla riscoperta di meraviglie vicine. Già diversi tour operator si stanno adeguando al nuovo trend, dettato dalla situazione attuale, per proporre offerte a misura dei nuovi viaggiatori. Esperi di ogni campo si stanno esprimendo circa la rimodulazione economica, sociale e culturale che porterà dietro di sé il coronavirus. È possibile, dunque, che dalle ceneri e dalle difficoltà attutali, l’Italia turistica risorga come un’araba fenice più splendente di prima.

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