Accumulare una pensione integrativa oppure un capitale per vivere di rendita con i BTP partendo da un piccolo risparmio mensile 

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Costruire un grande capitale nel tempo partendo da piccoli risparmi mensili è un obiettivo alla portata di tutti. Qualcuno potrebbe avere il desiderio di accumulare qualche decina di migliaia di euro per acquistare una casa. Altri potrebbero avere l’obiettivo di costruirsi una pensione integrativa o di accumulare una cifra che gli permetta di vivere di rendita. La strategia dei piani di accumulo (PAC) può far raggiungere questi obiettivi. Scopriamo come sfruttarli.

Il grande vantaggio dei PAC

Prima di tutto analizziamo che cos’è un piano di accumulo e perché è vantaggioso. Un PAC è una strategia che mette a frutto dei piccoli risparmi mensili. Attraverso l’investimento di piccole cifre risparmiate mensilmente con il tempo, si possono accumulare importanti capitali. Questo è il grande vantaggio del piano di accumulo.
I soldi risparmiati mensilmente possono essere impiegati in vari strumenti finanziari.

Chi investe in un piano di accumulo può puntare su fondi comuni di investimento, Exchange traded fund (ETF) ma anche sui BTP. Fare un PAC con i Buoni poliennali del Tesoro ha un grande vantaggio, quello di conoscere in anticipo il rendimento a scadenza al momento dell’investimento.

Inoltre il risparmiatore che adotta un PAC con i BTP può scegliere il titolo con la scadenza più vicina al suo orizzonte temporale. Per esempio se l’obiettivo è costruirsi una pensione integrativa in 20 anni, il futuro pensionato può scegliere di puntare su un BTP con scadenza nel 2042.

Accumulare una pensione integrativa oppure un capitale per vivere di rendita con i BTP partendo da un piccolo risparmio mensile

Scopriamo come si può creare fattivamente un piano di accumulo individuando il BTP più adatto. Supponiamo che l’obiettivo di un risparmiatore sia accumulare più capitale possibile per acquistare un appartamento al figlio tra 20 anni. Questo risparmiatore può accantonare 100 euro al mese e decidere di investire in un piano di accumulo con un BTP. Il padre sceglie di puntare sul Buono del Tesoro poliennale con scadenza a marzo del 2041.

Al momento di questa analisi il prezzo del BTP è di 84 centesimi. Poiché il quantitativo minimo è di 1.000 euro nominali, significa che il risparmiatore deve avere almeno 840 euro sul conto per acquistarlo. Più il prezzo del BTP scende e minore sarà il capitale impiegato per acquistare una tranche minima. Tuttavia lo Stato rimborserà 100 centesimi alla scadenza. Quindi più il prezzo del BTP calerà durante il periodo del PAC e più l’investimento sarà vantaggioso per il risparmiatore.

Una simulazione

Proviamo a fare una simulazione di rendimento. Al prezzo di 84 centesimi il BTP 2041 (Isin: IT0005421703) a scadenza avrà un rendimento del 2,7% l’anno. Tuttavia il prezzo salirà nei prossimi anni riducendo il rendimento, quindi ipotizziamo un PAC con un rendimento medio del 2,5% annuo. Ogni volta che il risparmiatore arriva ad avere sul conto i soldi sufficienti, acquista un BTP. Ipotizziamo anche che il padre riesca ad acquisire nel tempo 20 BTP, con un investimento medio di 900 euro. Alla scadenza del BTP questo investitore avrà ottenuto una cifra complessiva attorno ai 26.000 euro. Questa risulterà dalla somma del capitale rimborsato più gli interessi maturati in 20 anni. Questi saranno circa 6.000 euro.

Le cedole distribuite annualmente dal BTP possono essere utilizzate per incrementare il risparmio mensile dedicato all’investimento nel PAC.

Fare un PAC con obbligazioni che hanno un rendimento maggiore dei BTP
Questa strategia di investimento per accumulare una pensione integrativa o per altri obiettivi, può essere applicata anche ad obbligazione societarie con rendimenti più elevati. Per esempio è il caso del bond emesso da Telecom finance che ha un rendimento annuale superiore al 5%. Naturalmente bisogna sempre tenere in considerazione che le obbligazioni statali sono garantite dal Ministero del Tesoro. Invece i corporate bond hanno la garanzia della società che li ha emessi. Ovviamente il grado di sicurezza tra i due titoli è diverso e questo giustifica la differenza di rendimento a parità di scadenza.

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